Lara Comi in arresto: di cosa è accusata e cos’è l’indagine «Mense dei poveri»

L’ex eurodeputata di Forza Italia Lara Comi è in arresto. Vediamo di cosa viene accusata e cos’è l’indagine «Mense dei poveri».

Lara Comi è in arresto. Si parla di arresti domiciliari per l’ex eurodeputata di Forza Italia, assieme all’imprenditore Paolo Orrigoni, titolare della catena di supermercati Tigros ed ex candidato leghista a sindaco di Varese, mentre è finito in carcere Giuseppe Zingale, ex direttore dell’Agenzia per il lavoro Afol.

Il 14 novembre scorso la Guardia di Finanza di Milano e Varese ha notificato alla Comi l’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Raffaella Mascarino. Ma vediamo ora di cosa viene accusata e poi cosa riguarda l’indagine «Mensa dei poveri», in cui l’ex parlamentare è già stata coinvolta nella primavera scorsa.

Lara Comi in arresto: di che cosa è accusata

Le accuse a Lara Comi sono corruzione, finanziamento illecito e truffa.
L’accusa di corruzione riguarderebbero due contratti di consulenza ricevuti dalla sua società, la Premium Consulting Srl, da parte di Afol e in particolare dal direttore generale Zingale.

Inoltre, la Comi è accusata di aver ricevuto un finanziamento illecito da 31 mila euro dal presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti.
L’altro capo d’accusa è la truffa a danni del Parlamento europeo: l’ex parlamentare avrebbe aumentato lo stipendio del suo addetto stampa, da mille a tremila euro mensili, per intascarne duemila euro ogni mese.

Lara Comi in arresto: l’indagine «Mense dei poveri»

L’operazione Mense dei poveri, che ha visto giovedì Lara Comi arrestata, è la maxi indagine che il 7 maggio ha portato a 43 misure cautelari, tra i quali: all’ex coordinatore di Forza Italia a Varese Nino Caianiello, al consigliere lombardo “azzurro” Fabio Altitonante e al candidato alle Europee e consigliere comunale in quota FI Pietro Tatarella.
Sono state proprio le dichiarazioni ai pm di Caianiello, presunto “burattinaio” del sistema, a far emergere ulteriori episodi di corruzione, di truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche e di finanziamenti illeciti, compiuti da amministratori locali, imprese e professionisti con l’unico scopo di drenare risorse pubbliche.