Autore: Giorgia De Angelis

Curiosità - Impresa - Bitcoin

17
Ott

La Sec blocca «Gram», la criptovaluta di Telegram

Contrordine per la criptovaluta di Telegram: secondo la Sec i token sono stati venduti illegalmente.

L’arrivo di Gram, la criptovaluta progettata da Telegram, era previsto alla fine del mese di ottobre, quando il servizio di messaggistica istantanea aveva intenzione di lanciare la sua blockchain. Il debutto è stato però interrotto: secondo l’ente federale statunitense che si occupa della vigilanza della borsa valori avrebbe cercato di aggirare e di conseguenza violare alcune leggi federali.
La Sec (Securities and Exchange Commission) ha di conseguenza previsto per Telegram e per la sua filiale (Ton Issuer) un ordine restrittivo temporaneo.

La causa della denuncia della Sec deriva dal fatto che le due realtà con sede nel Regno Unito abbiano venduto illecitamente i token, cominciando ad accumulare capitali per finanziare la propria blockchain (Telegram Open Network) da gennaio 2018, raccogliendo finora 1,7 miliardi di dollari. Illecitamente perché le offerte iniziali della moneta equivalgono alle offerte di titoli, che come tali devono obbligatoriamente essere dichiarati e registrati, così come le aziende proprietarie, con totale trasparenza di tutti i documenti.
Secondo Bloomberg, la società di Pavel Durov avrebbe dichiarato di aver trattato negli ultimi 18 mesi con la Sec riguardo la criptovaluta, affermando:

Siamo rimasti sorpresi e delusi dal fatto che la Sec abbia scelto di intentare causa in queste circostanze.

Il precedente annuncio dell’arrivo della nuova valuta

Telegram era piuttosto decisa ad antecedere il lancio di Libra, la criptovaluta di Facebook prevista per il 2020, prevedendo l’arrivo di Gram il 31 ottobre 2019. La gestione della valuta virtuale della società sarebbe stata affidata ad una rete autonoma e decentralizzata chiamata TON (Telegram Open Network), così da permettere ai fruitori della blockchain di muovere il denaro liberamente anche al di fuori della piattaforma di messaggistica istantanea con l’assegnazione di un portafoglio digitale.

La moneta era prevista per un gruppo ristretto di circa 200-300 utenti in tutto il mondo, ai quali sarebbe stata data la possibilità di usufruire di azioni quali lo scambio di messaggi, file e dei cosiddetti Smart Contracts (o contratti intelligenti).
Entro il 16 ottobre la società aveva comunicato ai finanziatori che avrebbero ottenuto il software che avrebbe fornito loro la possibilità di generare le chiavi Ton. Gli stessi avrebbero dovuto successivamente generare a loro volta delle chiavi pubbliche per iniziare a ricevere e scambiare i Gram.
A quanto pare, gli investitori aspetteranno ancora un po’.