Autore: Dario Marchetti

25
Nov

L’emergenza abitativa a Londra si risolve con i barconi

Da Londra arriva una soluzione originale alla questione dell’emergenza abitativa

L’emergenza abitativa è un problema di non poco conto, soprattutto nelle grandi città in cui la vita è più cara e gli affitti sono spesso troppo alti. Basti pensare, per quanto riguarda l’Italia, a Roma e Milano, ove sono concentrati quasi il 40% di coloro che non sono in grado di affittare un’abitazione. Tra le città europee ove la situazione è senza dubbio più grave, c’è anche Londra.

Nella capitale del Regno Unito, infatti, i prezzi in vigore sul mercato immobiliare sono tra i più alti in assoluto e troppo spesso proibitivi, tanto da costringere un numero sempre più alto di giovani e anziani a optare per soluzioni alternative. Proprio a Londra, di conseguenza sta prendendo piede una tendenza estremamente sorprendente, quella consistente nello scegliere come abitazione una narrowboat, le barche strette che sono una consuetudine sul Tamigi.

Cosa sono le narrowboat

Le narrowboat sono indicate con questo termine in quanto la loro larghezza non supera le dimensioni tipiche di un letto king-size. La loro recente popolarità deriva soprattutto dal fatto che possono essere utilizzate alla stregua di case galleggianti, sfruttando la possibilità offerta dai tanti canali londinesi, una vera e propria rete che si dipana per circa 160 chilometri, offrendo un riparo non solo dalle maree, ma anche dalle intemperie.

Il costo di un ormeggio ammonta a circa un migliaio di sterline all’anno e in tal modo chi opta per questa soluzione può vivere in prossimità di aree esclusive della capitale, come ad esempio Primrose. Senza però doversi sottoporre al salasso che comporterebbe optare per una casa vera e propria.

Un fenomeno sempre più vasto

Il numero delle scialuppe in questione ha recentemente sfondato quota 4mila, praticamente il doppio di quante non ce ne fossero dieci anni fa. Un numero che sta seminando una certa inquietudine nelle autorità, ma che sta anche provocando un aumento dei prezzi degli ormeggi, che in alcuni casi hanno raggiunto quota 12mila sterline all’anno. Il rincaro in questione è stato affrontato da molti con la cosiddetta “crociera continua”, ovvero lo spostamento ogni due settimane verso nuovi approdi.

Un modus operandi che però richiede una buona capacità di pianificazione e navigazione. In questo caso, infatti, occorre dare vita all’approvvigionamento di acqua e allo smaltimento dei rifiuti nelle stazioni che sono state approntate all’uopo lungo la rete del canale. Per chi è pendolare, però, può diventare un notevole problema per svolgere operazioni giornaliere come ad esempio portare i piccoli a scuola.

I senzatetto statunitensi vivono nelle fogne

Problemi che sono però molto minori rispetto a quelli che sono obbligati ad affrontare migliaia e migliaia di persone a Las Vegas. Nella città statunitense famosa per le case da gioco, sono circa 30mila le persone che vivono nelle fogne cittadine. Persone che hanno perso il posto di lavoro o che sono state rovinate dal gioco d’azzardo e che, non avendo soldi per poter affittare un’abitazione si sono ridotte a vivere nella rete fognaria della capitale del Nevada.

La loro vicenda è diventata di pubblico dominio durante la rocambolesca fuga di Timmy T. J. Weber, un pluriomicida ricercato dalle forze dell’ordine, il quale ha pensato bene di cercarvi rifugio per sfuggire alla cattura. Va peraltro sottolineato come non sia un caso isolato negli Stati Uniti, considerato come anche a New York siano molti coloro che sono costretti a praticare questo espediente.