Autore: Dario Marchetti

9
Gen

Inaugurato il gasdotto TurkStream: si apre una nuova fase energetica?

Chi vince e chi perde dalla costruzione dell’infrastruttura

L’inaugurazione del gasdotto TurkStream sembra aprire una nuova fase energetica. L’infrastruttura che consentirà alla Russia di portare il suo gas in Europa passando dalla Turchia, ha avuto un battesimo importante, cui hanno presieduto non solo Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan, ma anche i Presidenti di Bulgaria e Serbia, ovvero Boyko Borisov e Aleksandr Vucic.

Le dichiarazioni di Putin e Erdogan

A margine della cerimonia, che ha visto i quattro convenuti aprire contemporaneamente la valvola che dà il via alle forniture, il presidente russo ha rilasciato una serie di dichiarazioni. Ricordando in particolare come la collaborazione tra il suo Paese e la Turchia continui a svilupparsi nonostante i tentativi di frapporre ostacoli da parte di altri. Anche Erdogan, a sua volta, ha voluto mettere in rilievo l’importanza dell’opera, che va a cementare i rapporti ottimali tra i due Paesi. Grazie ad esso ben 31,75 miliardi di metri cubi di gas transiteranno dal gasdotto, 15,75 saranno destinati alla Turchia. Dando un largo contributo non solo al rifornimento energetico del Paese, ma anche al consolidamento delle relazioni diplomatiche ed economiche tra esso e Russia.

Cos’è TurkStream

Il progetto TurkStream è nato nel corso del 2016, facendo seguito alla “morte” del progetto SouthStream, che nelle previsioni avrebbe dovuto avere una capacità doppia. L’unione dei 150mila tubi che lo compongono, permetterà per oltre cinquant’anni di trasportare il metano russo in Turchia attraverso 930 chilometri di fondali marini. Si tratta comunque di un’opera estremamente imponente, che riversa una serie di vantaggi di non poco conto sulla Turchia e sulla Russia. Arrecando al contempo danni di non poco conto sull’Ucraina.

I vantaggi della Turchia e della Russia

Il primo vantaggio per Ankara è rappresentato dalla possibilità di avere gasdotti che attraversano il suo territorio in direzione Europa. Il Paese è fortemente dipendente dal gas russo, già garantiti dai rifornimenti attraverso il gasdotto Blue Stream (16 miliardi di metri cubi all’anno) e può vantare i migliori prezzi di acquisto del gas sul mercato. Ankara con il TurkStream aggiunge nuovi introiti e, soprattutto si propone come un vero e proprio hub energetico verso l’Europa, accrescendo il suo potere negoziale verso il vecchio continente.

Per quanto concerne Mosca, potrà consolidare il mercato europeo, potendo ora contare su due rotte sicure: quella del sud verso la Turchia e quella del Nord verso la Germania. In tal modo potrà bypassare l’Ucraina come paese di transito, ricavandone anche vantaggi economici. E’ stato l’AD di Gazprom, Alexey Miller, a ricordarli: le nuove rotte verso l’Europa sono molto più economiche di quelle vecchie che passano attraverso l’Ucraina.

A perdere sono l’Ucraina e gli USA

Se Turchia e Russia sono i beneficiari di TurkStream, a perdere sono Ucraina e Stati Uniti. Kiev vede infatti ridimensionato il suo peso geopolitico ed economico nei confronti dell’Unione Europea, su cui aveva contato negli anni passati. E non ha neanche più armi di ricatto nei confronti della Russia, con cui perciò dovrà ristabilire rapporti più distesi da una posizione di debolezza.

Gli Stati Uniti, a loro volta, dovranno ridurre il prezzo di vendita del proprio gas se vorranno competere con la Russia. Inoltre, dal punto di vista geopolitico, hanno perso del tutto la loro presa su Ankara, nonostante la presenza della Turchia nella NATO. Una evoluzione che è già visibile nella crisi libica, con gli Stati Uniti costretti a fare da spettatori.