Immigrazione: il dossier del Consiglio d’Europa e Gentiloni

Problema immigrazione: il dossier del Consiglio d’Europa ha criticato l’Italia in merito alla gestione dei migranti. Ecco i punti che da migliorare e la risposta di Gentiloni.

Immigrazione: dal rapporto UE è arrivata la denuncia contro l’Italia per quanto riguarda il problema migranti. Il rapporto del Consiglio d’Europa ha criticato il nostro paese riguardo la gestione del problema immigrazione.

Tra i problemi principali che sono stati sollevati, ha assunto una particolare rilevanza la questione riguardante le norme che regolano l’accoglienza dei migranti, sia per quanto riguarda il rimpatrio che l’espulsione.

Secondo il dossier del Consiglio d’Europa urge quanto prima rinnovare la gestione di accoglienza migranti per non caldeggiare un immigrazione di massa in Europa da parte dei migranti economici, fenomeno che ultimamente ha preso fin troppo piede e che il continente non è in grado di gestire.

Sono stati fin troppi infatti gli accessi irregolari in Europa negli ultimi anni e il dito viene puntato contro l’Italia che, stando ai bilanci UE, non sta gestendo in maniera adeguata gli ingressi alle frontiere. Vediamo perché.

Il rapporto del Consiglio d’Europa

Tomas Bocek, portavoce del segretario UE responsabile per le migrazioni ed i rifugiati, nel dossier presentato all’Italia ha scritto a chiare lettere la disapprovazione da parte del Consiglio d’Europa riguardo la gestione italiana del problema immigrazione.

Il sistema italiano si presenta fragile soprattutto se parliamo di rimpatri volontari o espulsioni senza l’approvazione del singolo: in questo modo non si sortisce alcun effetto positivo ma anzi si incoraggia l’affluenza in Italia di migranti irregolari.

Alla base vi è una problematica di tipo tempistico: attualmente l’impiego di tempo necessario per ricollocare in altri paesi i migranti è eccessivo e questo provoca una serie di fenomeni a catena, primo tra tutti l’ingresso irregolare di questi ultimi che in mancanza di un’organizzazione efficiente entrano in altri paesi per vie illegali.

Sicuramente una parte della colpa per questi ritardi è dell’Unione Europea con le sue normative ma un’altra considerevole parte è dell’Italia che ha bisogno di rinnovare le sue procedure burocratiche sull’ingresso e sullo smistamento.

L’Italia ovviamente in questo percorso di cambiamento deve essere supportata dalle altre nazioni europee che, dal canto loro, devono essere più predisposte ad accogliere un numero maggiore di migranti senza blocchi o contrasti di alcun tipo, ma il grande lavoro deve partire dal nostro paese.

Tra gli altri problemi segnalati è stato posto l’accento sull’eccessiva elargizione della protezione internazionale per motivazioni di tipo umanitario.

Questa generosità italiana in virtù della quale vengono concessi permessi straordinari sta facendo si che oramai tutte le popolazioni nordafricane si muovano in massa per raggiungere l’Italia ed in seguito l’Europa.

Ovviamente questo fenomeno è diventato pericoloso perché incontrollato: nasce pertanto l’esigenza di creare canali direttamente in loco per permettere alle persone di immigrare in maniera legale con regole ben definite.

L’ultimo problema segnalato, ma non ultimo per importanza, ha riguardato la gestione della custodia legale di tutti quei migranti sotto i 18 anni che arrivano senza genitori: l’organizzazione attuale degli hot shot non è efficiente ed i minori sono costretti a rimanere per lunghi periodi in luoghi non idonei per le loro necessità.

Ovviamente in questo stato di cose non vengono tutelati i diritti inalienabili dell’essere umano e i paesi ospitanti non vengono aiutati nella gestione del problema.

A tal proposito il Consiglio d’Europa ha proposto all’Italia di mettere a punto nuovi standard e nuove modalità di gestione per ogni centro di accoglienza con regole ben precise su cosa si deve garantire a chi vi soggiorna.

Il ministro Gentiloni risponde al Consiglio d’Europa

Gentiloni è intervenuto in Senato per dare contezza del problema sollevato in vista del Consiglio Europeo. In una frase ha riassunto tutto il suo pensiero:

“Il problema dell’immigrazione non lo cancella neanche il mago Merlino, ma è possibile sostituire quella clandestina irregolare e micidiale per i migranti con flussi e canali. Questo è l’obiettivo della Ue e spero che a Bruxelles si facciano passi in più per aiutare il lavoro di avanguardia dell’Italia.”

Da parte del premier vi è stata la massima disponibilità nel far fronte al problema: ha dichiarato che l’Italia vuole rispettare le regole e le politiche dell’UE e vuole portare avanti il progetto dell’Europa.

Il nostro paese sta già lavorando e lavorerà in tal senso sia con un piano nazionale di riforme sia tramite il DEF per raggiungere gli obiettivi che l’Europa le ha posto davanti.

Il lavoro è già stato impostato infatti nelle ultime settimane i migranti libici sono stati fermati in loco direttamente dalle autorità locali e questo è sicuramente il primo segnale di sblocco di questa difficile situazione soprattutto se si parla della Libia.

Ovviamente il problema dell’immigrazione non cesserà ma l’Italia potrà sicuramente lavorare per trasformare quest’ultima da illegale a legale con nuove impostazioni di lavoro.