Autore: Luca Macaluso

Alimentazione - Benessere

I cardi si possono mangiare crudi? Questa la risposta

Mangiare cardi crudi è dannoso per la salute o fa bene? Ecco cosa bisogna sapere.

I cardi sono piante erbacee che crescono durante tutto l’anno, sono perenni e facilmente reperibile soprattutto nella stagione invernale. Sono una pianta simile al carciofo come famiglia, ma che assomigliano al sedano come firma. Un ortaggio questo molto diffuso nell’area del Mediterraneo. È un ortaggio abbastanza diffuso sulle nostre tavole, consumato sia cotto che crudo. Ma è indicato dal punto di vista nutrizionale, cibarsi di cardi crudi? Vediamo cosa c’è da sapere e cosa occorre conoscere.

Diverse tipologie di cardi

Di cardi ce ne sono di svariate qualità, che si distinguono soprattutto in base alla Regione di provenienza. In linea di massima però, possiamo distinguere i cardi in due grandi categorie. Ci sono i cardi selvatici e quelli coltivati. Per l’uso culinario, la tipologia di cardo più diffuso è quello coltivato. L’ortaggio coltivato in genere subisce un processo di imbianchimento. Grazie a questa lavorazione si riesce a fare superare il periodo invernale alla pianta, donando ai cardi un colore più bianco, un gusto meno amaro e una consistenza più tenera.

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Cardi in cucina, come si usano?

Bisogna sottolineare che stiamo parlando di un ortaggio pregiato. Il cardo quasi sempre viene mangiato cotto. Dell’ortaggio si usano soprattutto le costolature. I procedimenti di pulizia dell’ortaggio sono piuttosto semplici mentre il procedimento di cottura è piuttosto lungo, nell’ordine dell’ora o maggiore.

Il cardo viene cucinato in linea di massima, con bollitura in acqua, succo di limone e farina. Una volta raccolto o acquistato, il cardo può essere conservato in frigo per non più di 3 o 4 giorni. Una raccomandazione avvalorata dall’aspetto visivo dell’ortaggio che dopo 3 o 4 giorni perde il suo tipico colorito bianco, vertendo sul marrone.

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Cardi crudi si mangiano?

La parte edibile del cardo è il gambo che molti usano crudo, magari a insalata. I gambi dei cardi però, sono piuttosto duri e di sapore amarognolo e questo è un fattore da considerare e che limita la percentuale di utilizzo del cardo crudo. Lo dimostra il fatto che il cardo crudo è coltivato il più possibile in assenza di luce, proprio per renderlo più morbido. Il cardo ha pochissime calorie e un indice di sazietà piuttosto alto.

I cardi devono essere bianchi e compatti e non presentare tracce di colore verde, altrimenti la durezza e il sapore li rendono immangiabili crudi. Stando a quello che si dice in ambito nutrizionale, occorre scegliere piante dal colore chiaro, chiuse e pesanti, prive di macchie, con costole croccanti e larghe. E crudi possono essere mangiati soprattutto i cardi del tipo gobbo di Nizza Monferrato, che prendono il nome dal paese dove vengono prodotti e coltivati e dalla forma curva e accartocciata che hanno.

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È la modalità di coltivazione che rende questi cardi ottimi crudi. Infatti il cardo gobbo su semina a primavera inoltrata e a fine estate vengono scalzate e ricoperte di terra. Questo per permettere al cardo di continuare a crescere in assenza di luce, rimanendo dolce al gusto e tenero di consistenza.