Governo Gentiloni, oggi la fiducia al Senato

Ottenuta la fiducia alla Camera dei Deputati, con 368 voti favorevoli e 105 contrari, il Governo Gentiloni è atteso oggi pomeriggio alla prova del Senato.

Dopo aver ottenuto nella giornata di ieri, 13 dicembre, la fiducia alla Camera dei Deputati il governo guidato dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni è atteso in giornata alla prova del Senato.

L’inizio dei lavori nell’aula di Palazzo Madama è prevista per le 9.30, quando prenderà il via la discussione generale, e proseguirà fino alle 13. A questa seguirà la replica del Presidente del Consiglio, mentre la chiamata al voto dei senatori è fissata per le ore 15.

Come per la Camera anche al Senato il neo governo incaricato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non dovrebbe avere grosse difficoltà ad incassare la fiducia, nonostante qui la maggioranza del Partito Democratico sia ben più risicata e i 18 senatori di Ala e Scelta Civica (in maggioranza nel precedente governo Renzi) abbiano annunciato la propria indisponibilità nei confronti del nuovo esecutivo. La forbice di voti favorevoli dovrebbe comunque andare dai 166 ai 172, grazie all’appoggio di tutta la maggioranza, dei Senatori a vita e dei ministri.

L’ok della Camera

Il neo presidente del Consiglio Gentiloni nella giornata di ieri si è presentato a Montecitorio annunciando che il suo sarà un governo di “responsabilità e garanzia” che durerà “fino a quando avrà la fiducia del parlamento” e che avrà come priorità la questione dei migranti, la crisi delle banche, i problemi del mezzogiorno e della classe media (partite Iva e lavoro dipendente).

A questi il premier ha affiancato gli impegni internazionali che vedranno protagonista l’Italia nel prossimo 2017 e il tanto discusso tema della legge elettorale. A tal proposito Gentiloni ha invitato espressamente le forze parlamentari a intraprendere un “confronto per la necessaria armonizzazione delle norme tra Camera e Senato, confronto nel quale il governo non sarà attore protagonista, spetta a voi la responsabilità di promuovere e cercare intese efficaci”.

L’aventino delle opposizioni

Al voto di fiducia non hanno preso parte Movimento 5 Stelle, Lega Nord, Scelta Civica e Ala che, dopo aver espresso la propria opposizione al nuovo governo, al momento della chiama hanno abbandonato l’aula.

I gruppi di opposizione hanno usato toni duri nei confronti del nuovo esecutivo con Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) che oltre ad annunciare “una grande manifestazione” per il 22 gennaio, ha invocato al “voto subito”, e con Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle, che attraverso un tweet ha ancora una volta sottolineato come questo governo sia già stato “sfiduciato da 20 milioni di italiani”.

Della stessa opinione anche la Lega Nord che per voce del capogruppo alla Camera Massimiliano Fedriga ha protestato contro il quarto governo non eletto. L’esecutivo non lo decide la segreteria del Pd.