Giuseppe Conte sul governo Draghi: «Quando si scenderà nelle questioni economiche e sociali diventerà complesso»

L’ex presidente del Consiglio, in un’intervista al Corriere della Sera, ha chiarito che «c’è da augurarsi che il governo possa andare avanti» per il bene dell’Italia

È una lunga intervista quella rilasciata da Giuseppe Conte al Corriere della Sera (Edizione 8 maggio 2021) e a firma di Francesco Verderami. E in una serie di virgolettati dell’ex presidente del Consiglio, tra i vari temi trattati, si coglie il pensiero sul suo successore Mario Draghi e sul suo governo.

Conte-Draghi, passaggio di testimone in situazione delicata

Un testimone quello raccolto dall’attuale premier in una situazione non esattamente tranquilla, alla luce di una pandemia in atto e dalla necessità di predisporre un piano che possa portare all’auspicata ripresa economica.

Difficoltà a cui si aggiunge quella che evidentemente è allo stesso modo una risorsa in fatto di stabilità. Mario Draghi è, al momento, sostenuto da una maggioranza di larghe intese per quello che è un governo di unità nazionale che contiene al suo interno forze eterogenee come, tanto per dirne due, Lega e Partito Democratico.

E proprio di queste difficoltà Giuseppe Conte pare esserne cosciente «perché - ha dichiarato - è difficile gestire una maggioranza con un perimetro molto largo. Finché si tratta del piano vaccinale... Ma quando si scenderà nelle questioni economiche e sociali diventerà complesso».

Governo Conte e governo Draghi, il pensiero dell’ex premier

Un po’ come a dire che le scelte strategiche sulla campagna vaccinale possono essere oggettive, a differenza delle altre a cui è atteso il governo e che potrebbero prevedere strade diverse a seconda dell’indirizzo politico di chi le vorrebbe scegliere. E si sa quante anime abbia l’attuale maggioranza.

Rispetto, invece, a quello che è il modus operandi dell’esecutivo Giuseppe Conte ha dichiarato: «Su alcune cose vedo continuità rispetto all’operato del mio governo. Su altre c’è una differenza, per inclinazioni diverse e perché la maggioranza è diversa».

Tra le scelte operate dal momento in cui si è insediato Mario Draghi c’è stato quello di affidarsi al generale Figliuolo come commissario per l’Emergenza coronavirus. I riscontri delle ultime settimane paiono segnalare un’accelerata sul fronte vaccinazioni. «Ma - ha ricordato Conte - noi avevamo messo a punto misure di cui ora si stanno avvantaggiando».

Oltre alla necessità di fronteggiare e superare l’emergenza sanitaria, l’altra grande partita che dovrà giocare il governo Draghi è quella di imboccare la strada giusta per far ripartire il Paese attraverso i fondi europei. Proprio nelle scorse settimane è stato presentato il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, al quale aveva iniziato a lavorare proprio il precedente governo.

Rispetto a ciò che sarebbe stato aggiunto a livello strategico Conte ha detto: «Sono state apportate delle modifiche, certo. Ma sostanzialmente il Piano è quello. E il premier infatti ha dato atto del lavoro svolto in precedenza».

Conte ha, inoltre, sottolineato come sarebbe da augurarsi una prosecuzione del governo Draghi perché, a suo avviso, «sarebbe l’Italia a rimetterci se questa esperienza si interrompesse».