Autore: Stefano Calicchio

Crisi economica

Eurobond o MES, il Presidente dell’Eurogruppo Centeno: “concordare risposta coraggiosa all’epidemia Coronavirus”

In Europa prosegue la discussione sull’avvio degli Eurobond, ma lo scontro è tra chi vorrebbe attivare il MES e limitare l’impiego di risorse.

Il piano di rilancio delle economie europee dopo la grave crisi sanitaria e finanziaria dettata dal Coronavirus passa per un accordo che attualmente è ancora in cerca di una quadra e che vede contrapporsi le richieste dei Paesi del Sud alle prese di posizione degli Stati del Nord. I primi sono capitanati da Italia, Spagna e Francia, mentre i secondi da Germania e Olanda. Si tratta di uno scontro soprattutto ideologico e che si è già concretizzato più volte in passato, ma che ora si trova a confrontarsi con condizioni del tutto inedite.

A confermarlo è lo stesso Presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno, che ha chiesto a tutti di superare le distanze attualmente presenti tra le diverse nazioni al fine di dare una “risposta coraggiosa all’epidemia del Coronavirus”. Tutto ciò, approvando un pacchetto di misure in grado di risultare come il piano “più consistente e ambizioso mai predisposto”.

I Paesi del Nord insistono con l’attivazione del MES

La proposta trova però il freno ideologico dei Paesi del Nord, che chiedono di ricorrere principalmente al Fondo Salva Stati attivando una linea di prestito di 540 miliardi di euro. Ma l’idea di fondo sostenuta da Centeno è di avviare un vero e proprio piano di stimolo e rilancio del sistema economico, così come era già avvenuto dopo la seconda guerra mondiale con il Piano Marshall in Italia.

Per questo motivo, Paesi come l’Italia, la Spagna e la Francia chiedono di attivare gli Eurobond o Coronabond, cioè dei Recovery Bond con scadenza a 15 e 20 anni e garantiti da tutti i Paesi dell’Unione Europea. Al riguardo, la posizione del nostro Paese va verso il rifiuto del MES e l’attivitazione dei nuovi titoli obbligazionari continentali, escludendo allo stesso tempo l’applicazione di misure d’austerità così come era già avvenuto nella precedente crisi del debito greca.

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Coronavirus e crisi economica: secondo i Paesi del Sud Europa i fondi del Mes non basteranno

D’altra parte, anche la Francia ha sottolineato che gli strumenti già disponibili tramite Mes, Bei e Sure non risulteranno sufficienti per fare fronte all’attuale grave situazione. È chiaro infatti che i 540 miliardi di euro in fase di stanziamento non saranno adeguati a coprire gli effetti della grave crisi economica dovuta alla diffusione del Coronavirus.

Rispetto al problema la discussione di oggi è stata importante, ma la risposta finale sulla vicenda la si avrà solo quando si passerà dal Consiglio Europeo. In tale ambito si concretizzerà la riunione dei 27 capi di Stato e governo di tutta l’Unione e sarà quindi chiaro quale sarà l’indirizzo e l’orientamento generale delle misure pensate per far ripartire l’economia del continente.

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