Autore: Liliana Terlizzi

Salute

Ema: «L’idrossiclorochina non è efficace contro il COVID e causa disturbi psichiatrici»

L’Agenzia Europea del Farmaco boccia senza appello l’idrossiclorochina e la clorochina: non sono efficaci per curare il COVID e possono peggiorare sulla salute mentale di chi le assume.

Arriva una pesante bocciatura per i farmaci contenenti idrossiclorochina nella lotta al grande nemico del nostro tempo, il COVID-19.

Il Comitato per la sicurezza (Prac) dell’Agenzia del Farmaco Europea (Ema) ha rilasciato un comunicato in cui chiarisce: "Una revisione di tutti i dati disponibili ha confermato un collegamento tra l’uso di medicinali contenenti clorochina o idrossiclorochina e il rischio di disturbi psichiatrici e comportamento suicidario".

Al contempo ha raccomandato di aggiornare le informazioni sul prodotto per tutti i farmaci e ha ricordato come nonostante non siano mai stati autorizzati, siano stati usati “off label” come trattamento per pazienti positivi al COVID-19.

Un farmaco usato «off label» nei mesi più duri della pandemia

Tutto è iniziato, spiega l’Ema, nel mese di maggio, quando l’agenzia spagnola del Farmaco ha informato di almeno 6 casi di disturbi psichiatrici in pazienti COVID ai quali erano state somministrate dosi di idrossiclochina “superiori a quelle autorizzate”. Non basta: sempre secondo l’Ema questi farmaci “non hanno mostrato effetti benefici nel trattamento di COVID-19 in ampi studi randomizzati”.

Solitamente l’idrossiclorochina e la clorochina vengono somministrati a pazienti affetti da artrite reumatica o lupus, nonché per il trattamento della malaria.

Già nel mese di maggio, dopo aver appreso che in alcuni ospedali europei questi farmaci venivano usati per trattare il COVID, l’Ema aveva allertato sull’ampio spettro di disturbi psichiatrici che possono causare. “Talvolta anche seri, in pazienti senza precedenti problemi di salute mentale”, specifica l’ente.

Solitamente gli effetti collaterali dell’idrossiclorochina si verificherebbero già nel primo mese successivo all’inizio del trattamento. Per la clorochina, invece, al momento “non ci sono dati sufficienti per stabilire un intervallo chiaro”.

Il Prac, alla luce di queste scoperte, ha invitato ad aggiornare le informazioni sul prodotto, per permettere agli operatori sanitari di comunicare con maggiore consapevolezza con i pazienti sui rischi di suddetti medicinali.

Il farmaco sponsorizzato da Salvini

Solo il 6 novembre Matteo Salvini aveva dichiarato: “Se mi ammalassi chiederei l’idrossiclorochina, che ha salvato milioni di vite”. Poche ore dopo Roberto Burioni aveva risposto duramente al leader della Lega: “Non è vero, non è vero, non è vero. È inefficace e pure pericolosa, come dimostrato da ampi studi”. A quanto pare aveva ragione il medico.