Elezioni Olanda 2017: faccia a faccia televisivo Rutte/Wilders. Di cosa hanno parlato?

Elezioni Olanda 2017: faccia a faccia televisivo tra Rutte e Wilders. I due candidati hanno discusso di economia, immigrazione e della crisi diplomatica con la Turchia. Ecco i dettagli.

Elezioni Olanda 2017: lunedì 13 marzo Mark Rutte, Primo ministro olandese e candidato liberale, e Geert Wilders, leader populista del Partito per la Libertà, si sono affrontati in un duro ma corretto faccia a faccia televisivo in vista delle elezioni in programma per mercoledì 15 marzo.

Il faccia a faccia in vista delle elezioni non aggiunge nulla a quanto già non fosse trapelato in queste settimane di movimentata campagna elettorale. Il Primo ministro Rutte ha ribadito le consuete posizioni moderate e l’intenzione di non procedere alla formazione di un governo di coalizione con Wilders qualora questo la spuntasse mercoledì. Dal canto suo Wilders ha sottolineato il fallimento conclamato della politica di Rutte, tesa essenzialmente all’aumento delle tasse e alla gestione lasca dell’immigrazione.

Il faccia a faccia tra Rutte e Wilders in vista delle elezioni del 15 marzo evidenzia l’impossibilità di procedere alla formazione di un governo di coalizione tra le due principali compagini del Paese (il PVV di Wilders e il VVD di Rutte). Le distanze dialettiche e ideologiche tra i due difficilmente si assottiglieranno per il bene del Paese.

I due candidati alle elezioni sono inoltre ritornati sulla crisi diplomatica esplosa in questi giorni con la Turchia. Anche in questo caso le posizioni in merito sono apparse del tutto incongrue; Wilders ha accusato Rutte di irresolutezza nei confronti della minaccia turca.

Elezioni Olanda 2017: faccia a faccia Wilders/Rutte. Di cosa hanno parlato?

Lunedì 13 marzo il Primo ministro e candidato liberale Mark Rutte e il populista Geert Wilders sono stati protagonisti di uno storico faccia a faccia televisivo in vista delle elezioni parlamentari in programma per il 15 marzo. Un evento che, come ricorda Bloomberg, non ha precedenti nella storia politica del Paese.

Ciò che emerge dal dibattito è una conclamata inconciliabilità ideologica tra il liberalismo olandese, incarnato da Rutte, e le istanze populiste e reazionarie di Wilders. Il Primo ministro fa sapere alla Nazione che per nessuna ragione scenderà a patti con Wilders per la formazione di un governo di coalizione. L’esperienza del 2012 - l’ostruzionismo del Partito per la Libertà nei confronti del governo Rutte, da poco in carica - rende Wilders del tutto inaffidabile.

La posizione assunta da Rutte non è di poco conto, visto e considerando che il sistema politico olandese si regge su un delicato equilibrio coalizionale. Il sistema elettorale olandese (proporzionale) non consente la formazione di governi maggioritari e, come ha sottolineato Bloomberg, dei 150 seggi disponibili alla Camera bassa un partito è in grado al massimo di conquistarne ⅕.

Wilders, dal canto suo, ha posto l’accento sulla politica economica di Rutte, incentrata principalmente sull’aumento delle tasse. Per contro, Wilders si è detto pronto a ridurre le tasse e ristabilire i confini per controllare l’immigrazione clandestina.

I due candidati alle elezioni di mercoledì 15 marzo sono inoltre ritornati sulla crisi diplomatica con la Turchia. Wilders ha attaccato Rutte accusandolo di aver agito con scarsa risolutezza nei confronti di un alleato (entrambi i Paesi fanno parte della NATO) dalle maniere democratiche assai discutibili, proponendo di “espellere” la missione diplomatica turca in Olanda:

“Dobbiamo direttamente espellere l’ambasciatore turco e il suo staff dal Paese, altrimenti accettiamo di essere insultati.”

La risposta di Rutte non si è fatta attendere. Il Primo ministro e candidato liberale ha ribadito che un conto è millantare soluzioni ideali dal “divano” (come fa Wilders), un altro è “governare il Paese”.