DDL Biotestamento alla Camera: ecco i 5 articoli della legge

Il DDL su Biotestamento è tornato alla Camera: i deputati presenti erano solo 20. Che cosa pensa il mondo politico sulla legge? Ecco i 5 articoli che regolamentano le «Disposizioni anticipate di trattamento».

Legge sul Biotestamento: a seguito delle discussioni legate al fine-vita e alla necessità di istituire una legge ad hoc in Italia, è stata proposta al vaglio della Camera una legge sul Biotestamento con il nome di “Disposizioni anticipate di trattamento”, un DDL che prevede 5 articoli per normalizzare la delibera sul fine-vita.

Un’accelerata in tal senso è stata dovuta alla recente vicenda di Dj Fabo che ha risollevato il problema scomodo del fine-vita in Italia. Dal 2013 infatti non è certo la prima volta che si propone al Parlamento una legge sul Biotestamento ma negli ultimi anni ed in particolare negli ultimi mesi il DDL è stato sospeso diverse volte.

Sembra esserci la sottesa volontà di mettere puntualmente a tacere un disegno di legge che è scomodo per una buona fetta dei rappresentanti del Governo, nonostante l’opinione pubblica e le associazioni in tutela dell’eutanasia legale la richiedano a gran voce.

Durante la bufera di opinioni sull’eutanasia legale legata alla vicenda di Dj Fabo, l’opinione pubblica, insieme al Governo, si è spaccata in due forti opposizioni, una di stampo cattolico assolutamente contraria, l’altra invece a favore della tutela dei diritti dell’uomo.

Per il primo schieramento la parola “eutanasia legale” è un diverso modo di chiamare l’omicidio, per il secondo invece significa libertà, libertà di scegliere fino alla fine.

Con una situazione parlamentare simile non stupisce che ieri, quando la legge è arrivata alla Camera, i deputati presenti in aula fossero all’incirca 20 su un totale di 630. Stando ai numeri, risulta abbastanza chiaro quale sarà probabilmente l’esito di questa normativa.

Tra i volti presenti alla Camera il Movimento Cinque Stelle con Matteo Mantero, il PD con Gianni Cuperlo, Fabrizio Cicchitto di NCD e Paola Binetti che è andata via presto per discutere sul disegno di legge negli studi di SkyTg24. Ciò che alla fine è risultato, è stato un ennesimo rinvio, il quarto in pochi mesi.

Dalla controparte Forza Italia aveva già deciso di non presentarsi in aula: il 7 marzo infatti ha indetto una riunione di direttivo ed il giorno seguente una riunione di gruppo per discutere sul DDL riguardante la «Dichiarazione anticipata di trattamento».

A seguito delle due riunioni Forza Italia con Antonio Palmieri e Francesco Paolo Sisto, che hanno seguito l’iter della legge alla Camera, ha deciso di varare 48 nuovi emendamenti migliorativi approvati dalla maggioranza del partito.

Numerosi sono stati i commenti, come quello di Valeria Castaldini del Nuovo centrodestra:

“La legge deve essere rivista in molti punti e perfezionata per superare le criticità. Non accetteremo mai di introdurre l’eutanasia e il suicidio assistito e rendere legale quello che per la legge italiana è di per sé illegale. Si rischia un sovvertimento dei valori etici e morali su cui si basa la nostra società.”

Della stessa opinione anche la Santanchè che non ha intenzione di sostenere una legge che regolamenti l’omicidio, atto illegale in Italia.

Ma quali sono i punti del disegno di legge sul biotestamento? Che cosa prevede? Vediamoli.

“Disposizioni anticipate di trattamento”: ecco i 5 articoli del DDL sul Biotestamento

Il disegno di legge che normalizza il fine-vita in Italia prevede 5 articoli che offrono ad ogni cittadino maggiorenne in pieno possesso delle sue facoltà mentali la facoltà di compilare un documento ufficiale, il DAT, cioè la dichiarazione di “Disposizioni anticipate di trattamento”.

Il documento è atto a stabilire la cessazione di trattamenti sanitari e scelte terapeutiche qualora la persona si dovesse trovare in una grave situazione medica tale per cui impossibilitata ad autodeterminarsi.

  • ART. 1: normalizza i regolamenti con le quali è possibile rendere noto il consenso informato. In base all’articolo 1 nessun trattamento sanitario può essere portato avanti se il paziente non è favorevole, tranne nelle situazioni in cui per legge si deve intervenire. L’articolo si rifà ai principi normativi presenti negli art. 2,13 e 23 della Costituzione e agli art. 1,2 e 3 inclusi nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. Il paziente ha il diritto di essere a conoscenza della sua situazione medica e di rifiutare le cure se lo ritiene opportuno. All’interno di questo primo articolo pertanto viene rimarcata la libertà di scelta del paziente che il medico deve assecondare e le relazioni di cura tra quest’ultimo ed il suo assistito;
  • ART. 2: normalizza i regolamenti sul fine-vita di pazienti minorenni ed incapaci di intendere e di volere. Nel caso in cui il paziente abbia meno di 18 anni oppure non sia totalmente in possesso delle sue facoltà mentali, spetterà al suo tutore legale, genitori o parenti, la decisione in merito alla sottoscrizione o meno della rinuncia ai trattamenti sanitari;
  • ART. 3: normalizza il DAT, ovvero le “Disposizioni anticipate di trattamento”. Ogni persona maggiorenne, che sia capace di intendere e di volere, può sottoscrivere il DAT, un documento preventivo che attesti la volontà di cessazione di qualunque cura terapeutica nel caso in cui dovesse sopraggiungere una situazione di stato vegetativo. Il medico si deve attenere per legge a quanto espresso nel DAT;
  • ART. 4: prevede una pianificazione condivisa tra medico e paziente qualora ci fosse un’evoluzione cronica della malattia. Il medico è obbligato per legge ad attenersi alle indicazioni del paziente che deve sottoscrivere le sue volontà o in un documento o attraverso un videomessaggio;
  • ART. 5: è una norma transitoria che prevede la validità della suddetta legge anche per quei pazienti che hanno depositato già prima dell’entrata in vigore di quest’ultima documenti in merito ai trattamenti sanitari.

Ecco il documento ufficiale: