Autore: Stefano Calicchio

Crisi economica - Coronavirus

Coronavirus, verso multe da 4mila euro e fermo dell’auto per spostamenti illegittimi

Alle 14.00 nuovo vertice di governo a Palazzo Chigi. Si propende per stringere ulteriormente la mobilità. Ipotesi di multe fino a 4mila euro, oltre al fermo amministrativo dell’auto.

Il governo si prepara a irrigidire ulteriormente i provvedimenti presi riguardo agli spostamenti ingiustificati, con l’obiettivo di porre freno alla grave emergenza in corso e di arrestare la diffussione del Coronavirus. In tal senso, nel mirino vi sarebbero le numerose irregolarità che sono emerse dai dati in possesso del Ministero dell’Interno. Evidenze che spingono per aumentare le sanzioni sui trasgressori.

D’altra parte, già negli scorsi giorni era emersa la scarsa efficcacia nell’applicazione dell’art. 650 del codice penale per i trasgressori delle direttive riguardanti la diffusione del Covid-19. In particolare, il reato prevedeva un’ammenda fino a 206 euro o l’arresto fino 3 mesi. Nonostante ciò, anche secondo il capo della Polizia Franco Gabrielli le sanzioni per chi violava le misure restrittive risultavano scarsamente efficaci.

Non deve sorprendere quindi che risultano allo studio provvedimenti di inasprimento, con interventi di modifica alle sanzioni sia dal punto di vista amministrativo che penale. L’obiettivo è di incrementare la deterrenza, perché il rischio di pagare una multa da poche centinaia di euro è purtroppo considerato come trascurabile da molti cittadini.

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I nuovi provvedimenti in corso di studio: verso multe da 4mila euro

È chiaro che ora l’ulteriore inasprimento dei provvedimenti restrittivi alla mobilità potrebbe accompagnarsi ad una maggiore severità di pena per i trasgressori. L’idea è di compiere un cambio di passo prevedendo una sanzione minima da almeno 500 euro e massima da 4mila euro. Verrebbe però meno la contestazione del reato penale.

A questo passaggio si aggiungerebbe il fermo amministrativo dell’auto, che tuttavia potrebbe essere oggetto di ulteriori discussioni interne alla maggioranza (visto che sul punto mancherebbe un consenso politico unanime).

Infatti, dal punto di vista pratico, il provvedimento dovrebbe veder convergere tanto il Ministero dell’Interno quanto quello della Giustizia. Sullo sfondo resta il rischio di generare un’infinità di ricorsi amministrativi, eventualità che sarebbe certamente ridotta nel caso in cui la somma si riducesse a 200 euro (da pagare entro cinque giorni dall’effettiva contestazione).

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Il problema dell’omogeneità rispetto ai provvedimenti regionali

Nel frattempo è arrivata la notizia della prossima convocazione del Consiglio dei Ministri, fissato alle 14:00 a Palazzo Chigi. Lo si apprende da una nota diramata nelle scorse ore, attraverso la quale si conferma il prossimo confronto di maggioranza.

Durante la riunione non si discuterà solo dell’inasprimento delle sanzioni per i trasgressori delle norme sul restringimento della mobilità. Sul tavolo vi è anche la difformità di visione tra governo e regioni, stante la necessità di allineare i provvedimenti centrali con quelli presi sul territorio.

Trovare la quadra sul punto non sarà semplice, visto che rispetto alle restrizioni è sorto un vero e proprio caos normativo, con leggi regionali che spesso si sovrappongono a quelle nazionali. Si pensi all’ordinanza della Regione Lombardia, che prevede una sanzione fissa di 5mila euro per i trasgressori delle restrizioni riguardanti la circolazione. La differenza rispetto a quanto previsto su scala nazionale è attualmente abissale e mette in rilievo le contraddizioni non solo giuridiche, ma anche politiche che inevitabilmente sono sorte durante la gestione della crisi.

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