Autore: Stefano Calicchio

Coronavirus: la BCE taglia le stime di crescita dell’eurozona, dalla Cina il suggerimento per fermare Covid-19 entro giugno

Dalla BCE arrivano nuove dichiarazioni e aggiornamenti in merito all’effetto dell’emergenza sanitaria sull’Eurozona. Importanti dichiarazioni su Covid-19 giungono anche dall’OMS e dalla Cina.

La Banca Centrale Europea è intervenuta sulle stime di crescita dell’Eurozona per l’anno in corso, evidenziando un taglio dello 0,3%. Il dato potenziale passa quindi dall’1,1% allo 0,8%, mentre per quanto concerne il 2021 diminuisce dall’1,4% all’1,3%. A commentare il passaggio è stata la Presidente della BCE Christine Lagarde, la quale ha spiegato che si è reso necessario intervenire sulle stime dopo il crescere dell’emergenza sanitaria.

La forte diffusione del Coronavirus e lo stato conclamato di pandemia hanno infatti reso necessario aggiornare le proiezioni tecniche al ribasso, visto che in tutta evidenza la crescita registrata nel primo trimestre dell’anno sarà “molto debole” e comunque inferiore alle attese precedenti.

Nel frattempo il sistema di vigilanza della BCE ha ammonito le banche che beneficiano delle nuove misure di sostegno al capitale di “non aumentare la distribuzione dei dividendi o i bonus” erogati in favore del management, ma al contrario di concentrarsi sul sostegno all’economia.

Sempre a livello bancario nelle scorse ore si è registrato anche il rinvio dello stress test alle banche da parte dell’EBA, l’autorità bancaria europea. Il piano di verifica è stato rimandato al 2021, in modo da consentire agli istituti, in questo momento difficile, di concentrare la propria attenzione sulla prosecuzione dell’attività e sull’assistenza ai clienti.

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Dalla Cina il suggerimento per mettere sotto controllo la pandemia entro giugno 2020

In Cina le pratiche adottate per far fronte all’emergenza Coronavirus sembrano ottenere un primo importante risultato, con la diminuzione dei nuovi casi di contagio. Ad evidenziare l’efficacia delle azioni messe in atto per raggiungere tale traguardo è stato il pneumologo Zhong Nanshan, durante una conferenza stampa tenutasi presso la città di Guangzhou.

Secondo l’esperto, se tutti i Paesi adottassero gli stessi sforzi di contenimento dell’epidemia già impiegati in Cina, si potrebbe riuscire a mettere sotto controllo il problema a livello globale entro il prossimo mese di giugno. Zhong è un consigliere del governo cinese ed ha già maturato un’importante esperienza in passato affrontando il virus della Sars.

In merito alla stima di giugno 2020, il ricercatore spiega che si tratta di un calcolo effettuato sulla base delle misure adottate nei Paesi che hanno ottenuto un riscontro positivo, avvertendo però che se non verrà data adeguata importanza al problema con interventi drastici si verificherà il rischio di estendere il lasso di tempo necessario a contenere la minaccia.

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L’invito dell’OMS a non mollare davanti alla pandemia

Anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità si invitano tutti i Paesi coinvolti a “non mollare”, nonostante Covid-19 abbia raggiunto lo status di pandemia globale. A lanciare l’appello è il Direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, il quale ha ricordato che i governi devono fare di più.

Il passaggio a livello di pandemia è quindi stato dettato dall’esigenza di aumentare gli sforzi di tutte le nazioni coinvolte, visto che l’obiettivo è di arrivare a mettere sotto controllo la situazione. “I Paesi che decidono di non impegnarsi più sui fondamentali servizi sanitari potrebbero ritrovarsi con un problema più grande ed un peso più grave”, ha spiegato Gehbreyesus.