Autore: Stefano Calicchio

Crisi economica - Agevolazioni fiscali

26
Mar

Coronavirus, l’allarme di Mattioli (Confindustria): non sappiamo quante aziende riapriranno

L’emergenza Coronavirus rischia di avere gravi effetti sull’ossatura economica del Paese. Indispensabile tutelare le aziende, assieme ai lavoratori.

Dalla Vicepresidente di Confindustria per l’internalizzazione Licia Mattioli arriva un nuovo appello al sostegno delle aziende, in un momento nel quale quest’ultime si trovano a fare fronte ad una gravissima crisi economica dovuta all’emergenza Coronavirus. Secondo l’imprenditrice, il primo pensiero deve andare alla sicurezza dei lavoratori, ma “non bisogna tagliare i settori con l’accetta”. È infatti necessario pensare alla tutela dei settori indispensabili e delle relative filiere, ma “vanno tutelate anche le migliaia di aziende che vendono sui mercati esteri”.

Durante un’intervista rilasciata al quotidiano La Stampa, Mattioli ha spiegato che il rischio è di vedere saltare centinaia di aziende una volta che la crisi sarà finita, con l’effetto di perdere migliaia di posti di lavoro. Per questo motivo, “bisognerebbe pensare anche a loro prima di fare scelte frettolose”.

Rispetto alla situazione, definita come uno stato di guerra, l’esponente di Confindustria suggerisce quindi di pensare “anche alla ricostruzione postbellica”, per la quale “serve il gioco di squadra. Imprenditori e sindacati hanno un interesse comune, salvare le aziende e i posti di lavoro. Agiamo di conseguenza”.

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Confindustria in pressing sul DL Cura Italia: “stop immediato ai versamenti fiscali e contributi”

Nella giornata di oggi Confindustria è intervenuta anche sul decreto Cura Italia, con una nota depositata presso la Commissione Bilancio del Senato. All’interno del testo viene espressa l’esplicita richiesta di “sospendere per tutte le imprese, a prescindere dalle soglie di fatturato, i versamenti fiscali e contributivi di prossima scadenza”, in attesa che possa ripristinarsi un adeguato flusso di liquidità in grado di consentire la ripresa dell’attività ordinaria d’impresa.

“Resta infatti urgente evitare che il fermo della domanda provochi una crisi di liquidità delle imprese” prosegue Confindustria. Il problema è infatti che le scadenze non differibili possano portare ad una compromissione della capacità di proseguire l’attività aziendale, mettendo così a rischio la sopravvivenza non solo delle singole realtà aziendali, ma anche di intere filiere produttive.

Anche per questo nella nota si chiede di riconoscere lo stato oggettivo di difficoltà della situazione attuale e del futuro scenario post-emergenziale attraverso uno stop immediato al versamento degli adempimenti fiscali e contributivi, oltre che per mezzo di un ripensamento dei futuri metodi di dilazione e rateizzazione.

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