Autore: Stefano Calicchio

Crisi economica

16
Apr 2020

Coronavirus, in Michigan gli americani rompono la quarantena: la protesta nella capitale

Gli americani rompono la quarantena nello stato del Michigan: avviata una protesta civile, ma c’è anche chi si presenta con i fucili in braccio per rivendicare il dissenso contro la Governatrice Whitmer.

Sale la tensione negli Usa, dopo lo scoppio dell’epidemia dovuta alla diffusione di Covid-19. Il continente nord americano ha scalato velocemente la triste classifica delle nazioni più colpite dall’emergenza, ma non tutti hanno apprezzato le conseguenti decisioni di contenimento della mobilità sociale. Una misura dettata dalla necessità di rallentare la curva di diffusione del contagio, ma che ha prevedibilmente creato anche grande malcontento e preoccupazione per le inevitabili conseguenze economiche.

Ad essere oggetto di una manifestazione di dissenso è stata Lansing, la capitale del Michigan, dove risiede la governatrice democratica Gretchen Whitmer, che per cercare di far fronte all’emergenza ha reso via via più stringenti i provvedimenti restrittivi e quelli relativi al distanziamento sociale. Di fatto, su tutto il territorio dello Stato sono state chiuse le attività non essenziali ed è stato chiesto ai cittadini di restare a casa. Misure che le sono costate la denuncia da parte di alcuni cittadini per violazione del Primo e Quarto emendamento della costituzione americana, ovvero quelli relativi alla libertà di parola e di riunirsi pacificamente.

TI POTREBBE INTERESSARE: Coronavirus, Di Maio (M5S): “un flagello con un impatto devastante”

La protesta dei cittadini: “ci sta portando alla bancarotta”

Nonostante il grave prezzo da pagare in termini sanitari, resta forte la preoccupazione di molti americani per un lockdown dai termini così rigorosi. A fomentare la protesta è anche il partito repubblicano, che considera i provvedimenti eccessivamente punitivi. “Ci sta portando alla bancarotta” spiegano dalla Michigan Conservative Coalition e dal Michigan Freedom Fund, ovvero i comitati organizzatori della protesta.

Lo stallo dell’economia dovuto alla chiusura generalizzata sta proseguendo ormai da tre settimane ed ha visto già evaporare oltre 16 milioni di posti di lavoro, con prospettive che potrebbero ulteriormente peggiorare nelle prossime settimane. Così, in strada sono scese centinaia di vetture e furgoni, bloccando il traffico e ponendo in vista cartelli di protesta assieme alle bandiere americane.

Come già dimostrato in molti altri Paesi colpiti duramente dal Coronavirus, trovare la quadra tra le implicazioni sanitarie dell’emergenza ed i possibili riverberi economici delle misure restrittive appare qualcosa di estreamente difficile e complesso.

TI POTREBBE INTERESSARE: Coronavirus, Banca d’Italia lancia un nuovo allarme: rischio di forte aumento delle sofferenze bancarie