Autore: Rita Parisi

Coronavirus, Fase II: nuove norme per centri estetici e parrucchieri

Confartigianato ha stilato una lista di norme per riaprire centri estetici e parrucchieri.

L’Italia, dopo settimane di lockdown si prepara a entrare nella cosiddetta Fase II fissata per il 4 maggio. Da quella data in poi, infatti, dovrebbero riaprire gradualmente molte attività commerciali secondo un calendario che il Governo sta approntando in questi giorni. L’imperativo, ovviamente, è riaprire il Paese in sicurezza per evitare nuovi focolai di contagio soprattutto nelle zone del Nord fortemente colpite dal Covid-19. E tra le attività più complesse e a rischio riapertura vi sono i centri estetici e i saloni di parrucchiere in quanto sono luoghi dove non appare facile mantenere il distanziamento sociale.

Covid-19, Confartigianato denuncia il fenomeno degli abusivi tra estetisti e parrucchieri

Centri estetici e parrucchieri, inoltre, sono settori che, oltre alla crisi legata alla chiusura dell’attività imposta dal Governo, si ritrovano anche a fare i conti con il fenomeno dei lavoratori abusivi che anche durante queste settimane hanno continuato a prestare servizio a domicilio. Il fenomeno è stato denunciato da Confartigianato: “Il lockdown ha provocato un aumento degli abusivi nei settori dell’acconciatura e dei centri estetici in cui operano 130.000 imprese con 263.000 addetti.” Secondo le stime: “il tasso di irregolarità in questi comparti è del 26,3%, rispetto alla media del 15,5% del lavoro irregolare nel totale delle attività economiche. Si tratta di soggetti che si improvvisano parrucchieri ed estetisti ma non ne posseggono i requisiti professionali e non rispettano le norme di sicurezza per poter svolgere l’attività.”

Covid-19, Fase II: tutte le regole per riaprire centri estetici e parrucchieri

In una nota, Confartigianato “lancia l’allarme su questo fenomeno di ‘sommerso’ che, oltre a rappresentare una forma di concorrenza sleale nei confronti degli imprenditori regolari, soprattutto in questa fase di emergenza sanitaria costituisce un pericolo per la salute delle persone. Confartigianato ha calcolato che l’effetto combinato di mancati ricavi a causa della chiusura e abusivismo causerà alle imprese di acconciatura e di estetica una perdita economica di 1.078 milioni di euro nei mesi di marzo, aprile e maggio, pari al 18,1% del fatturato annuo. Pesanti anche le ripercussioni sull’occupazione: i mancati ricavi, infatti, mettono a rischio il lavoro di 49 mila addetti del settore.”

Ma quali saranno i requisiti per riaprire centri estetici e saloni di parrucchiere?
Confartigianato Benessere, che rappresenta i saloni di acconciatura e i centri estetici, ha stilato un codice di autoregolamentazione per consentire alle imprese di riaprire al più presto l’attività, garantendo la sicurezza dei clienti, degli stessi imprenditori e dei loro dipendenti. Si tratta di misure organizzative e igienico-sanitarie che integrano sia le disposizioni emanate dal Governo per il contenimento del Covid-19 sia quanto già previsto dalle leggi di settore e dai Regolamenti regionali e comunali. Le condizioni indicate da Confartigianato Benessere prevedono, tra l’altro lo svolgimento delle attività esclusivamente su appuntamento, il distanziamento delle postazioni, meccanismi di rotazione della clientela per limitarne la permanenza nei centri, utilizzo di dispositivi di protezione individuale, sanificazione degli ambienti.