Autore: Luigi Crescentini

21
Mag 2020

Coronavirus fase 2, è allarme «Movida»: multe e sanzioni fino a 3.000 euro

Si registra un aumento delle violazione delle regole: interventi mirati da parte del ministro dell’Interno Lamorgese e dal capo della questura.

L’aumento delle violazioni delle regole, il ritorno alla movida e agli assembramenti senza le dovute misure precauzionali preoccupano il governo. A pochi giorni dall’entrata in vigore del decreto che ha dato il via libera agli spostamenti all’interno del territorio regionale e un allentamento generale delle restrizioni, subito in arrivo le segnalazioni di immagini e video di giovani che non rispettano il divieto di assembramento né tanto meno quello della distanza di sicurezza.

Le immagini parlano chiaro ed ecco gli interventi da parte della questura e dal ministro dell’interno Lamorgese. Il capo della polizia Franco Gabrielli, prima che la situazione possa degenerare con conseguenze irrimediabili, promuove una circolari mirate ad intervenire localmente al fine di garantire il rispetto delle regole. Provvedimenti mirati e necessari, semplici comportamenti scorretti potrebbero far risalire rapidamente la curva dei contagi, facendo ritornare tutti al punto di partenza. Un primo provvedimento è stato attuato già martedì 19 maggio quando è stata firmata la circolare che applica il decreto.

Un chiaro messaggio di raccomandazione era stato inviato ai prefetti ovvero quello di assicurare il divieto di assembramento in luoghi pubblici sia al chiuso che all’aperto. L’iniziativa del prefetto Gabrielli è stata decisiva: una circolare inviata a tutte le questure invitandole ad un impegno di assicurare il rispetto delle linee guida, il divieto di aggregazione e il distanziamento.

Movida e violazione dei divieti di assembramento: sanzioni e controlli a tappeto da parte della questura

Già a partire da ieri, i controlli sono stati immediati. Carabinieri, Polizia locale e finanzieri sono stati impegnati a garantire il rispetto delle regole e ad impedire le violazioni. Se fino al periodo del lockdown i controlli erano concentrati sulle autocertificazioni, adesso si sposteranno nelle piazze, nei locali, nei pub e in tutti quei luoghi che rappresentano punti di ritrovo o, comunque, solitamente frequentati dai giovani.

La modalità di intervento è stata definita nella scorsa settimana, dalla ministra Lamorgese insieme a Gabrielli: si baserà, come per il lockdown, sull’assegnazione di multe. Inizialmente ci sarà un primo intervento, con un invito a rispettare il distanziamento e i divieti, se l’invito non produrrà cambiamenti allora si procederà con la sanzione. Una sanzione che andrà dai 400 fino ai 3.000 euro. Ancora più salate saranno le sanzioni per i gestori di locali , bar o ristoranti che non si impegnano a rispettare le linee guida.

A questo proposito, per favorire il rispetto delle misure di distanza tra un tavolo e l’altro all’aperto, il governo ha provveduto all’abolizione della tassa da pagare per l’occupazione del suolo pubblico. Le attività di ristorazione, se non si impegneranno a rispettare tali regole, non solo rischiano multe salatissime ma addirittura anche una sospensione temporanea della licenza. Messaggi anche per i sindaci che avranno il compito di far chiudere temporaneamente le aree e i luoghi di ritrovo dove non è possibile garantire il rispetto della distanza di sicurezza.