Autore: Stefano Calicchio

Crisi economica - Coronavirus

Coronavirus, divieto di spostamento dal Comune in attesa del DPCM sulle attività produttive: ecco cosa cambia

Una nuova ordinanza del Ministero della Salute prevede congiuntamente con il Ministero degli interni di vietare ogni spostamento dal Comune salvo comprovate esigenze. Atteso a breve il decreto con la chiusura delle attività produttive non essenziali.

Nella giornata di oggi domenica 22 marzo 2020 si è concretizzata una nuova ordinanza congiunta firmata dal Ministro degli Interni e da quello della Salute con la quale si punta ad avviare un’azione di contrasto alla diffusione del Coronavirus, contenendo ulteriormente la mobilità delle persone.

In particolare, all’interno del testo si evidenzia il divieto rivolto a tutte le persone fisiche di “trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in un Comune diverso da quello in cui si trovano”, a meno che non risultino presenti “comprovate esigenze lavorative” oppure motivi di salute o comunque di assoluta urgenza.

Le disposizioni sono già in funzione: stazioni ferroviarie presidiate

Stante la situazione, quanto previsto all’interno dell’ordinanza risulta già valido e continuerà ad avere efficacia fino all’entrata in vigore del nuovo decreto della Presidenza del Consiglio annunciato nella serata di ieri. I primi effetti pratici si sono già visti.

In queste ore le Forze dell’Ordine hanno cominciato a presidiare anche le stazioni minori, mentre il divieto in corso vige non solo per i mezzi pubblici, ma anche per quelli privati. Tra gli obiettivi del provvedimento vi è la necessità di fermare il trasferimento di persone dal nord al sud del Paese.

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L’attesa per l’arrivo del nuovo decreto con lo stop alle attività produttive non essenziali

Come già anticipato, il provvedimento precede un nuovo Dpcm nel quale dovrebbe concretizzarsi anche il blocco di tutte le attività produttive non considerate come strettamente necessarie o cruciali per il Paese. Al riguardo, la Ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ha già provveduto ad allertare questure e prefetture al fine di intensificare l’attività di controllo nelle stazioni e sulla rete autostradale.

Per i contravventori c’è il rischio concreto di prendere una denuncia penale (articolo 650), con ammenda e arresto fino a tre mesi, mentre tra le valutazioni del governo vi è anche allo studio un possibile ulteriore inasprimento delle sanzioni.

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