Autore: Luigi Crescentini

Euro - Crisi economica

Confermato il «Next Generation Eu»: 172 miliardi di euro andranno all’Italia

Si è chiuso l’accordo sul Recovery Fund, 750 miliardi di euro saranno distribuiti ai Paesi più colpiti dell’Eu: i Paesi Nordici restano contrari al «fondo perduto».

Dopo tanta attesa, finalmente ieri a Bruxelles è stato approvato il maxi aiuto per rilanciare l’economia europea: il Recovery Fund, un provvedimento di 750 miliardi di euro destinati appunto a risollevare l’Europa dalla crisi, a partire da un intervento nei mercati, attraverso l’emissione di bond europei. Come avevano proposto Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkel, 500 miliardi saranno a fondo perduto: il rimanente, cioè gli altri 250 miliardi , saranno emessi sotto forma di finanziamento a lunghissima scadenza.

All’Italia spetterà una quota superiore al 20% e sarà il primo Paese (insieme alla Spagna) a beneficiare del piano di ripresa economica per aiutare gli Stati che hanno subito dei danni a causa della pandemia. Una cifra intorno ai 172 miliardi di euro sarà destinata solo all’Italia: di questi 172 miliardi, 82 saranno sotto forma di sovvenzioni e 91 di prestiti. «Next Generation Eu», così è stato definito il Recovery Fund dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen nella presentazione davanti al Parlamento.

La presidente della Commissione ha impiegato più di un mese per riunire i suoi commissari per approvare il progetto e, dopo due settimane di ritardo, finalmente è stato confermato. Lunga è stata la battaglia per trovare un accordo, persino per il nostro ex premier, Paolo Gentiloni titolare dell’Economia, è stata una dura impresa di negoziazione con i colleghi degli altri Stati, che hanno cercato di annacquare il piano di sostegno.

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«Se non agiamo per ridurre le divergenze, la situazione sociale in Europa, potrebbe diventare destabilizzante», dice la presidente della Commissione Eu. Il suo programma, riservato al nostro Paese, viene definito dalla stessa von der Leyen, «molto buono» e ha trovato l’approvazione dei sindacati, dall’industria Ue e anche dai principali gruppi politici dell’Eurocamera (Socialisti, Popolari e democratici Liberali, Verdi). Mentre viene criticato soltanto dai sovranisti (Lega e Fsi).

Intanto il programma proposto dalla presidente della Commissione Europe a e negoziato con gli altri capi di Stato, avrà una procedura molto lunga e complessa: infatti il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel già stima il suo termine nel mese successivo. Lo scopo, infatti, è quello di raggiungere gli obbiettivi entro l’estate, dunque se ne riparlerà verso la fine del mese di luglio. Nei giorni a seguire l’ex premier belga si confronterà con tutti i leader per discutere sull’argomento data la sua complessità.

La riunione è prevista per giorno 18 giugno a Bruxelles. Successivamente si stima anche un secondo «ritrovo» per il mese di luglio. D’altro canto rimangono alcune perplessità da parte di alcuni Stati che sin dall’inizio si sono mostrati contrari ai sussidi a fondo perduto: Austria, Olanda, Svezia e Danimarca. «È difficile pensare che questa proposta potrà essere il risultato finale dei negoziati» riferisce il governo olandese. Si pensa che, per ottenere anche il consenso dalle opposizioni, si possa far passare qualche miliardo di euro anche nei loro Paesi, nonostante siano stati meno colpiti dall’emergenza coronavirus. Adesso non rimane altro che aspettare la decisione del Parlamento europeo che avrà il compito di votare l’accordo finale tra governi.