Autore: Claudia Dierna

Codice della strada

Come fare ricorso per contestare una multa

Hai ricevuto una multa e vorresti fare ricorso? ecco tutto quello che bisogna conoscere

La multa è una sanzione pecuniaria inflitta alternativamente come sanzione amministrativa o sanzione penale: costituisce una sanzione amministrativa pecuniaria nel caso in cui siano violate le norme del Codice della Strada (C.d.S.). Tecnicamente è l’ordine di pagare una somma di denaro disposto da un’autorità amministrativa che è anche l’organo accertatore della violazione. L’ordine è rivolto al re-sponsabile di un’infrazione stradale.

Indice

Multa come verbale di accertamento

All’atto pratico la multa è il verbale di accertamento della trasgressione redatto, anche con l’ausilio di sistemi informatici, dagli organi abilitati e contiene la sommaria descrizione del fatto illecito accertato, gli elementi essenziali per l’identificazione del trasgressore e la targa del veicolo con cui è stata com-messa la violazione.

Una copia del verbale deve essere poi consegnata immediatamente al trasgressore e un’altra copia deve essere trasmessa all’ufficio o comando da cui dipende l’organo accertatore. Qualora l’illecito non possa essere immediatamente contestato, il verbale, con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con la indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, deve, entro 90 giorni dall’accertamento, essere notificato al domicilio dell’effettivo trasgressore.

Quali organi possono irrogare la multa

I principali organi amministrativi accertatori delle violazioni del Codice della Strada che possono con-testare e verbalizzare ai trasgressori le infrazioni stradali sono:

  • in via principale la polizia stradale;
  • la polizia di Stato;
  • l’arma dei carabinieri;
  • la guardia di finanza;
  • la polizia provinciale nel suo ambito;
  • la polizia municipale (vigili urbani) nel loro ambito;
  • funzionari del Ministero dell’Interno addetti al servizio di polizia stradale;
  • la polizia penitenziaria e il corpo forestale dello Stato in relazione ai propri compiti.

In base al tipo di violazione, gli organi amministrativi accertatori oltre ad irrogare il pagamento di una multa possono procedere alla sospensione o revoca della patente e alla riduzione dei punti della patente. Contro le multe è ammesso ricorso.

Il pagamento della multa

Il trasgressore è tenuto a pagare, entro 60 giorni dalla contestazione in presenza o dalla notificazione a casa, una somma pari al minimo fissato dalle singole norme. Tale somma è ridotta del 30 % se il pa-gamento è effettuato entro 5 giorni dalla contestazione o dalla notificazione, salvo che nel caso delle violazioni più gravi, per le quali sia prevista la confisca del veicolo e la sospensione della patente.

Può versare la somma dovuta presso l’ufficio dal quale dipende l’agente accertatore oppure tramite ver-samento in conto corrente postale, oppure, se l’amministrazione lo prevede, a mezzo di conto corrente bancario ovvero mediante strumenti di pagamento elettronico.

Qualora l’agente accertatore sia munito di idonea apparecchiatura, il conducente può effettuare imme-diatamente, nelle mani dell’agente accertatore medesimo, il pagamento della multa mediante strumenti di pagamento elettronico. L’agente trasmette il verbale al proprio comando o ufficio e rilascia al tra-sgressore una ricevuta della somma riscossa.

La richiesta di annullamento in autotutela

La cosiddetta autotutela è un potere riconosciuto dalla legge a ogni pubblica amministrazione in forza del quale questa può annullare, d’ufficio, i propri atti già emessi quando accerta la presenza di un vizio che ne pregiudica la validità.

Se la multa è palesemente illegittima o errata, l’automobilista può, prima di fare ricorso al giudice o al Prefetto, chiedere all’ente che l’ha emanata di annullarla. La richiesta può essere fatta in carta semplice, con istanza presentata all’ufficio o inviata con raccomandata a/r o con posta elettronica certificata (PEC). In essa bisognerà indicare, oltre ai dati del richiedente e della multa contestata, i motivi per cui si ritiene che questa sia illegittima.

Il ricorso al Prefetto

Entro 60 giorni dalla contestazione in presenza o dalla notificazione a casa, qualora non sia stato effet-tuato il pagamento, il trasgressore può proporre ricorso al Prefetto del luogo in cui è stata commessa la violazione: devono essere presentati i documenti ritenuti idonei e può essere richiesta l’audizione per-sonale.

Il Prefetto, esaminati il verbale e gli atti resi dall’ufficio o comando accertatore, nonché il ricorso e i documenti allegati, sentiti gli interessati che ne abbiano fatto richiesta, se ritiene fondato l’accertamento delle autorità adotta, entro 120 giorni, ordinanza motivata di rigetto del ricorso con la quale ingiunge il pagamento di una somma determinata non inferiore al doppio del minimo edittale per ogni singola vio-lazione. Il pagamento della somma ingiunta e delle relative spese deve essere effettuato, entro il termi-ne di 30 giorni dalla notificazione dell’ordinanza.

Ove, invece, non ritenga fondato l’accertamento delle autorità, il Prefetto, nello stesso termine di 120 giorni, accoglie il ricorso ed emette l’ordinanza motivata di archiviazione degli atti, comunicandola in-tegralmente all’ufficio o comando cui appartiene l’organo accertatore, il quale ne dà notizia ai ricorrenti.

Il ricorso al Giudice di Pace

Contro l’ordinanza di rigetto del Prefetto, o direttamente avverso il verbale, entro il termine di 30 gior-ni - a pena di inammissibilità - è consentito presentare opposizione al Giudice di Pace del luogo in cui è stata commessa la violazione.

La sentenza può essere:

  • Di accoglimento del ricorso, con annullamento, in tutto o in parte il provvedimento opposto;
  • Di rigetto del ricorso, con cui il giudice condanna il ricorrente al pagamento della sanzione della quale procede a determinare l’importo, senza escludere l’applicazione delle sanzioni accessorie o la decurtazione dei punti dalla patente di guida. Il pagamento deve avvenire entro i 30 giorni successivi alla notifica della sentenza, a vantaggio dell’amministrazione cui appartiene l’organo accertatore, con le modalità di pagamento da questa indicate.

Avverso la sentenza si può proporre appello e poi ricorso per Cassazione, ma in questi casi si rende necessaria la difesa tecnica a mezzo di avvocato.

Riferimenti Normativi

Codice della Strada (C.d.S.) - Decreto Legislativo 30 Aprile 1992 n. 285 aggiornato alla Legge 30 dicembre 2018, n. 145 , Titolo VI – Degli illeciti previsti dal presente codice e delle relative sanzioni (artt. 194-224).