Autore: Leonardo Gaspa

Donald Trump - Microsoft - Cina

Cina, aboliti i computer esteri: ecco perché

La Cina ha deciso di abolire tutti i computer esteri. Si tratta di una marcata scelta politica con delle ragioni tutte recenti. Ecco perché è successo e quali saranno le conseguenze del decreto.

Il governo cinese ha ordinato che tutti i computer o software esteri vengano rimossi dagli uffici dei governi e delle pubbliche istituzioni nel giro di 3 anni.

Il provvedimento cinese diffuso dal giornale “The Financial Times reports” avrà tra le molte conseguenze un rallentamento della produzione di aziende tech americane come Microsoft, HP e Dell. Il perché di questa decisione è abbastanza semplice: si tratta di una reazione alle misure protezionistiche intraprese da Trump per limitare l’utilizzo della tecnologia cinese. Il botta e risposta si inserisce nel quadro generale della politica economica americana, volta a penalizzare i prodotti esteri per valorizzare la produzione interna.
La così detta Guerra commerciale ha adesso quindi uno snodo importante sulle tecnologie, iniziato in primis dalla nazione a stelle e a strisce. Più precisamente Trump nel corso di questo anno si era scagliato contro l’organizzazione telefonica Huawei, imponendo il divieto a tutte le aziende americane del settore di associarsi alla compagnia cinese. Google, Intel e Qualcomm costrette dalla politica hanno così bloccato ogni tipo di collaborazione con Huawei.

Il protezionismo tecnologico cinese: le conseguenze

La prima conseguenza consiste nel processo di rimozione dei componenti esteri a favore dell’inserimento di prodotti nazionali. Il Finance Times Report stima una richiesta di sostituzione e quindi di produzione di circa 30 milioni di pezzi di hardware, processo da iniziare nel 2020 e da concludere nel 2022. Rimpiazzare i componenti elettronici sarà una difficile e lunga impresa, visto che molti prodotti attualmente in uso sono stati sviluppati con sistemi americani come il Windows. I Pc utilizzati dal governo cinese appartengono alla marca Lenovo, i componenti, inclusi i processori dei chip e gli hard drive sono prodotti da aziende americane.

Gli specialisti informartici cinesi sono comunque positivi riguardo al distaccamento tra le due nazioni. Sintomatiche di questo atteggiamento sono le parole di Hu Xijin, giornalista della testata “The Global Times newspapaer”, che ha dichiarato durante lo scontro Trump\Huawei, come il divieto imposto dal presidente americano risulti un evento da tempo previsto, che permetterà all’azienda cinese di sviluppare i propri chip domestici al punto che “I cittadini non avranno più l’illusione di far affidamento sulle tecnologie Usa.

Questa dichiarazione può essere estesa alle conseguenze del provvedimento in quanto distaccarsi da prodotti esteri stimolerà l’economia tech interna, vista l’alta domanda in arrivo di componenti informatici.