Chi è Igor il russo, il killer di Budrio ancora in fuga, e a che punto sono le ricerche

Igor il russo: ecco chi è davvero, da dove viene e perché uccide il ’Rambo russo’ che ha sparato a morte il barista di Budrio e la guardia provinciale a Portomaggiore.

Si fa chiamare Igor il russo il killer di Budrio, ricercato da una settimana per l’omicido del barista Davide Fabbri e della guardia ambientale a Portomaggiore. Diceva di venire dalla Russia e di aver fatto il militare a Mosca, per poi disertare l’esercito.

Per i suoi modi da criminale spietato viene anche soprannominato il “Rambo russo”, ma in base alle ricerche la sua provenienza non è la Russia, bensì la Serbia o un Paese dell’ex Jugoslavia, e in Italia non ha solo un’identità.

A Bologna si chiama Ezechiele Norberto Feher, a Ferraria Igor Vaclavic, ma è sempre lui: l’omicida dallo sguardo glaciale Igor il russo ormai non più ignoto alle forze dell’ordine, che lo stanno braccando da sabato scorso.

Tradito anche da un profilo Facebook su cui Igor il russo è stato riconosciuto da Marco Ravaglia, l’altra guardia provinciale che sabato pomeriggio era insieme al collega rimasto ucciso a Portomaggiore nel Ferrarese. Il volontario rimasto ferito ha visto Igor e lo ha riconosciuto, anche se ai Ris è bastato poco a rintracciarlo dalle impronte ancora nitide e le tracce di sangue lasciate nel bar di Riccardina di Budrio.

L’uomo è in fuga da 9 giorni e ha con sé due pistole, una probabilmente scarica con cui ha ucciso i due uomini. La caccia all’uomo averebbe ormai le ore contate. Ecco chi è Igor il russo e la ricostruzione dei fatti.

Chi è Igor il russo: vero nome e identità

Ha 41 anni e verrebbe dalla Serbia Igor il russo, il criminale addestrato all’uso delle armi e dallo sguardo di ghiaccio che ha ucciso il barista Davide Fabbri a Riccardina di Budrio e poi la guardia ecologica volontaria a Portomaggiore. Si fa chiamare Igor il russo, anche se il suo nome sarebbe Igor Vaclavic.

Non è ignoto alle forze dell’ordine. La prima volta fu arrestato nel 2007 per aver rapinato degli agricoltori vestito da guerriero ninja: arco e frecce in spalla, coltello legato a una gamba e bandana nera in testa. Si fa 3 anni di carcere dove gli viene affibbiato il soprannome di “Lupo Solitario”.

Una volta uscito di prigione, il questore di Rovigo firma la sua espulsione dall’Italia, ma tornato in libertà Igor mette a segno una serie di altre rapine nella zona di Ferrara. L’arma usata stavolta? Niente arco e frecce: l’uomo opta per l’ascia. Arrestato e condannato di nuovo si fa altri 5 anni di carcere, per poi uscire nel 2015 per buona condotta. Si racconta che nel 2010, prima di venire arrestato, in fuga dai carabinieri si gettò in un canale rimanendo a lungo sott’acqua e respirando con una canna.

Nel 2015 è lui, insieme alla banda formata dagli ex compagni di cella, il mandante dell’omicidio di Pier Luigi Tartari, il pensionato di Aguscello pr il quale il russo ha due ergastoli che pendono sulla sua testa.

Chi è Igor il russo: la ricostruzione dei fatti

Da quel momento Igor fa perdere le sue tracce, fino alla notte tra il 29 e il 30 marzo quando torna a colpire. Una guardia della Securpol viene rapinata da un uomo armato di fucile da caccia, che gli sottrae la calibro 9 “argentata”. Subito si pensa a Igor il russo, e i sospetti si avverano quando si ricollegano tutti i puntini che dall’omicidio del barista a Riccardina di Budrio portano Igor fino alla guardia ecologica Valerio Verri a Portomaggiore.

Il fucile ritrovato a Riccardina di Budrio riportano alla mente un altro delitto irrisolto risalente al 20 dicembre 2015, quando a Fosso di Ghiaia fu trovato morto il metronotte Salvatore Chianese.

“Si è aperto una via di fuga utilizzando un’arma da fuoco compatibile con quella dell’omicidio di Budrio - ha detto il pm di Bologna Marco Forte a Rainews24 - finché non lo troveremo voi lo chiamerete ancora Igor il russo, ma per noi è ancora un soggetto ignoto. Ci serve il riscontro e il riscontro ce lo dà soltanto trovarlo e prendere, con i mezzi che prevede il codice, un campione biologico da comparare con quello che abbiamo. Però è evidente che la tipologia, l’area, il tempo, l’arma da fuoco fanno pensare che quantomeno sia lo stesso soggetto”.

Igor il russo ancora in fuga: è importante fare attenzione

Il bandito è in fuga tra le paludi ferraresi, un regno che conosce come le sue tasche e nel quale è difficile stanarlo nonostante lo schieramento di elicotteri, tiratori scelti e cani addestrati. Ci sono fiumi, sentieri boscosi, nascondigli naturali e artificiali, canneti e zone paludose a rendere difficile e pericoloso stanare Igor il russo, che potrebbe anche aver nascosto una canoa o una batana o muoversi in bicicletta visto che sul suo pick up sequestrato ne è stata ritrovata una.

La procura prosegue la caccia all’uomo impiegando tutti gli sforzi su terra e cielo e invitando a fare attenzione. “Bisogna avere prudenza nel muoversi, fare attenzione alle persone che si incontrano. In caso di incontri, segnalare tempestivamente alle forze di polizia senza intervenire direttamente”.

E in quanto al problema della fuga di notizie, il procuratore ha detto: “Stiamo lavorando, lasciateci lavorare. Ho detto e lo ripeto: forse una maggiore prudenza nella diffusione di certe notizie sarebbe stata opportuna. I ragazzi stanno lavorando ad handicap”.