Chi è Anis Amri, tunisino ricercato per l’attentato al mercato natalizio di Berlino

La polizia tedesca ha reso noto l’identikit di Anis Amri, accusato di essere il responsabile della strage al mercato natalizio di Berlino. Per lui quattro anni di carcere a Palermo

Anis Amri è il nome del principale sospettato della strage che la sera del 19 dicembre ha causato la morte di 12 persone e il ferimento di circa 50 in un mercato natalizio nel centro di Berlino.

Chi è l’attentatore Anis Amri e qual è la sua storia?

Anis Amri, 24enne di origini tunisine è il principale ricercato dalla polizia federale tedesca che nella giornata di mercoledì ha diffuso un suo primo identikit. Sulla sua testa spicca una ricompensa di 100mila euro per coloro che forniranno informazioni utili al suo arresto. Ma cosa sappiamo fino ad ora di Amri, già noto alle agenzie di sicurezza tedesche che da tempo avevano stilato un rapporto che lo indicava come probabile fondamentalista?

Ecco chi è Anis Amri, tunisino ricercato per l’attentato al mercato natalizio di Berlino

Chi è Anis Amri: Primavera Araba e arrivo in Italia

L’avventura in terra europea di Anis Amri comincia nel 2011 quando, nei giorni delle proteste della Primavera Araba, lascia la città di Oueslatia, situata nella Tunisia centrale con la speranza di arrivare in Europa. Anis Amri sbarca in quei giorni a Lampedusa, dove la sua identificazione è resa difficile a causa della mancanza di documenti che possano dimostrare la sua vera identità.

Una volta identificato dalle autorità italiane Amri viene rinchiuso al centro di accoglienza per minori di Belpasso (Catania), dove verrà arrestato il 24 ottobre insieme ad altri tre tunisini con le accuse di incendio, lesioni e appropriazione indebita. Amri viene condannato a quattro anni da scontare prima nel carcere di Catania, poi all’Ucciardone di Palermo. Scontata la pena ad Amri viene rilasciato un decreto di espulsione emesso dal CIE (Centro di Identificazione ed Espulsione) di Caltanissetta. Il suo rimpatrio in Tunisia però non andrà a buon fine, con le autorità tunisine che non riusciranno a presentare le procedure di riconoscimento entro i termini di legge. A quel punto l’Italia è costretta a lasciarlo in libertà, non prima di aver inserito i suoi dati all’interno del database europeo.

Chi è Amis Amri: dall’Italia alla Germania

Dopo i quattro anni trascorsi in Italia, Amri varca i confini tedeschi nel luglio 2015. La prima registrazione avviene nel centro di accoglienza di Emmerich sul Reno, cittadina della Renania Settentrionale-Vestfalia al confine con l’Olanda. Qui Amri, secondo la ricostruzione fatta da alcuni giornali tedeschi, comincerebbe a tessere rapporti con il gruppo fondamentalista guidato dall’iracheno Abu Walaa, figura centrale del salafismo tedesco, e capo di una cellula di reclutatori per l’Isis arrestato nel novembre 2016.

Nel febbraio 2016 Amri si trasferisce quindi a Berlino. Sul suo conto pendono alcune indagini avviate dalla polizia del Nordreno-Vestfalia che lo classificano come “pericoloso”. Il dossier a suo carico viene trasmesso alle autorità berlinesi, che intanto avevano già cominciato a sospettare che Amri si adoperasse nella ricerca di finanziamenti volti all’acquisto di armi da utilizzare in un eventuale attentato. Da marzo a settembre 2016 Amri viene quindi tenuto sotto sorveglianza dalla polizia berlinese, che lo arresterà con l’accusa di spaccio di droga in un parco della capitale tedesca. A giugno 2016 ad Amri viene negato il permesso di asilo, ma riesce comunque ad ottenere un rinvio dell’espulsione in quanto privo di documenti.

Il 30 luglio Amri viene fermato all’interno di un autobus nel sud della Germania con in tasca falsi documenti italiani, viene quindi fermato e spedito al centro di detenzione temporanea, ma il suo rimpatrio è nuovamente bloccato a causa della mancanza di documenti, condizioni necessaria per procedere al rimpatrio.

Anis Amri: ricercato in tutta Europa

Anis Amri è quindi ora ricercato in tutta Europa con l’accusa di essere il principale responsabile della strage al mercato natalizio di Berlino del 19 dicembre, anche se le autorità tedesche con prudenza hanno riferito che per il momento Amri è da considerarsi solo un sospettato. Alcune fonti non escludono che Amri, rimasto ferito dalla colluttazione avuta con l’autista polacco, Lukasz Urban, che avrebbe cercato in tutti i modi di evitare che il tir guidato dal tunisino si schiantasse sulla folla, possa nascondersi tra i feriti dell’attentato.