Caso Marra, svelati gli sms: in Campidoglio decideva tutto lui

Caso Marra: continua la vicenda sullo scandalo corruzione in Campidoglio. L’ex capo del personale capitolino stabiliva con Romeo incarichi e retribuzioni tramite sms.

Caso Marra: continuano i colpi di scena nella complessa vicenda giudiziaria iniziata lo scorso dicembre, che ha per protagonisti l’ex capo del personale del Campidoglio Raffaele Marra, l’imprenditore Sergio Scarpellini e l’ex capo della segreteria di Virginia Raggi, Salvatore Romeo. Marra e Scarpellini, il primo detenuto al Regina Coeli e l’altro agli arresti domiciliari, saranno processati con rito immediato il prossimo 25 maggio.

Proprio ieri sono stati depositati agli atti del processo per corruzione all’interno del Comune di Roma, dei documenti che attestano un fitto scambio di messaggi, tra sms e WhatsApp, nei quali Marra indicava a Romeo le persone a cui affidare i vari incarichi e persino le rispettive retribuzioni, con un ruolo decisionale evidente, che di fatto delineava l’organigramma dell’amministrazione capitolina.

Ecco allora tutti i messaggi che chiariscono il peso dell’ex finanziere Raffaele Marra nell’organizzazione della macrostruttura dirigenziale dell’amministrazione di Virginia Raggi.

Marra e Romeo: gli sms incriminati

Dal testo degli atti depositati ieri in tribunale emerge che Raffaele Marra dava indicazioni molto precise all’ex capo della segreteria Romeo riguardo varie dinamiche interne al Campidoglio. Ecco i messaggi più rilevanti:

  • Marzo 2016: in un messaggio Marra spiegava a Romeo in che modo Virginia Raggi avrebbe potuto avere la meglio sul candidato sindaco del Pd Roberto Giachetti.

"È una polemica sterile questa bisogna ricordare che Giachetti non è laureato, ha la maturità scientifica, dal ’93 al 2001 è stato prima nella segreteria di Rutelli e dal 2001 ad oggi (ininterrottamente) è deputato. Sempre pagato dalla politica!!! Lei potrebbe dire ’almeno io ho studiato, 5 anni all’università più praticantato obbligatorio per partecipare all’esame abilitativo".

  • Aprile 2016: siamo in piena campagna elettorale e Marra, riferendosi alla Raggi, scrive a Romeo

"Di’ a ’madame’ che forse ho trovato come superare l’assessorato alle risorse umane e non solo. Sto lavorando sulla macrostruttura".

  • Maggio 2016: Marra ribadisce più volte, tramite chat ed sms, di star lavorando per il progetto di riorganizzazione della macrostruttura voluto da Virginia raggi. E infatti, sempre in un messaggio indirizzato a romeo, si legge

"Ho appena finito di studiare la normativa per gli incarichi esterni e per le strutture di diretta collaborazione del sindaco/vicesindaco ed assessori. Ci sono cose che possiamo fare subito e cose che necessitano di modifiche del regolamento relativo alla organizzazione e funzionamento degli uffici".

  • Giugno 2016: a questo punto viene fuori il messaggio che più degli altri mette Raffaele Marra nei guai, ovvero

"Domani ti mando un foglio Excel con i provvedimenti da adottare subito, e un foglio word in cui ci sono i possibili incarichi e le possibili retribuzioni. Ma come ti dicevo prima te li devo spiegare".

  • Sempre a giugno 2016 risale un altro messaggio, il cui contenuto ha poi portato alle dimissioni di Marcello Minenna, allora nominato assessore al Bilancio, e di Carla Raineri, scelta come capo di gabinetto della neo-sindaca Virginia Raggi.

"Hai letto la mia email circa il compenso di mm e guadagnare di più potrebbe fare il capo della Ragioneria al posto di Fermante e V. potrebbe tenere la delega al bilancio. Mentre per il magistrato a svolgere l’incarico attuale di capo dell’anticorruzione (quello cioè ke le ha conferito Tronca) e ke lei ha accettato!!! Cosi’ sono sistemati tutti e due!!!".

Caso Marra: lo scandalo corruzione in Campidoglio

L’inchiesta sul caso Marra ha avuto inizio il 16 dicembre 2016 con l’arresto di Raffaele Marra e Sergio Scarpellini, entrambi accusati di corruzione. Nel 2013, infatti, l’ex capo del personale avrebbe acquistato una casa Enasarco, l’ente di assistenza dei rappresentanti di commercio, grazie alla somma di 367mila euro ricevuti dall’imprenditore Scarpellini in cambio di favori. Marra, che all’epoca dei fatti era a capo del Dipartimento politiche abitative del comune di Roma nella la giunta guidata da Alemanno, avrebbe quindi utilizzato il suo ruolo per agevolare il costruttore romano.

Alla luce di questi fatti, Raffaele Marra è stato condotto presso il carcere di Regina Coeli, dove resterà in seguito al rifiuto da parte del Gip della richiesta avanzata dalla difesa di revocare o modificare l’ordinanza di custodia cautelare, in quanto è ritenuto fondato il pericolo di una recidiva. Sergio Scarpellini, invece, si trova agli arresti domiciliari dal 23 dicembre 2016.

Negli interrogatori svoltisi lo scorso 20 dicembre Marra avrebbe giustificato i 367mila euro provenienti dai conti correnti di Scarpellini come una semplice «restituzione» e avrebbe anche aggiunto che

"Io non sono una persona corrotta, sono una persona perbene. Nella mia vita forse 10 volte mi sono incontrato con Scarpellini. Il mio rapporto con il Movimento (M5S) è assolutamente inesistente. Io conoscevo una persona del Movimento che si chiama Salvatore Romeo e perché era un mio funzionario al dipartimento Partecipazione, questo era il rapporto che avevo."

Le sue affermazioni sono però state smentite nel corso della stessa giornata dall’altro indagato, Sergio Scarpellini, il quale avrebbe ammesso davanti al Gip di aver pagato Marra in cambio di favori, dichiarando

"Questi soldi glieli davo... mi piaceva avere un amico, se gli dicevo no, non ti do una lira, questo era un nemico per me. Marra è uno che conta. Quei soldi rappresentavano un prestito fatto per ’simpatia’ alla persona".

Raggi, Marra e Romeo: l’inchiesta che ha travolto la sindaca di Roma

Sembra non avere fine la lunga «serie di sfortunati eventi» che continua a coinvolgere Virginia Raggi, che tra le altre cose si è piazzata al penultimo posto nella classifica dei sindaci più amati d’Italia. Dopo lo scandalo delle due polizze vita intestate da Salvatore Romeo a Virginia Raggi, vicenda per la quale alla grillina non viene contestato alcun reato, un’altra inchiesta, strettamente correlata al caso Marra, ha travolto il Campidoglio negli ultimi mesi, ovvero quella che vede la sindaca di Roma Virginia Raggi nella veste di indagata.

Nel mese di gennaio, infatti, la sindaca pentastellata è stata convocata dalla Procura di Roma per chiarire la sua posizione all’interno della riguardante Renato Marra, fratello di Raffaele, che la stessa Raggi in un primo momento ha nominato direttore del dipartimento Turismo, salvo poi revocarne l’incarico. L’inchiesta, condotta dal pm Francesco dall’Olio, vede dunque la Raggi indagata per abuso d’ufficio e falso.

Secondo quando ricostruito dagli inquirenti, infatti, nell’ottobre 2016 Virginia Raggi ha utilizzato la procedura dell’interpello per mettere in atto la rotazione di 40 dirigenti comunali, in osservanza delle direttive anti-corruzione. In seguito alla consulenza degli Uffici del personale, di cui Raffaele Marra era a capo dal mese di agosto, il 9 novembre il fratello Renato Marra viene promosso dalla Polizia Locale alla guida della Direzione Turismo.

È a questo punto che si verifica il presunto reato. Infatti, l’ articolo 10 del codice di comportamento del Campidoglio prevede che

"Il dipendente si astiene dal partecipare all’adozione di decisioni che possano coinvolgere interessi propri, o di suoi parenti e affini entro il secondo grado".

Per quanto riguarda, poi, l’inchiesta sul caso Marra, Virginia Raggi in rappresentanza del Comune di Roma non potrà costituirsi parte civile, in quanto questo comporterebbe un evidente conflitto d’interessi. Il Comune di Roma, gravemente danneggiato nell’immagine a causa dello scandalo corruzione con protagonisti Marra e Scarpellini, avrebbe dunque voluto costituirsi parte civile nel processo che inizierà a maggio.

Questo probabilmente non sarà possibile perché comporterebbe un’interferenza nelle inchieste in cui è la stessa Raggi ad essere indagata. La vicenda riguardante lo staff della Raggi, ovvero la nomina di Renato Marra e dello stesso Salvatore Romeo, si trova anche nella fase investigativa ed è quindi coperta dal segreto istruttorio. Tuttavia, nell’imminente processo contro Marra e Scarpellini saranno rivelati dei documenti grazie ai quali, se il Comune si costituisse parte civile, Virginia Raggi verrebbe anticipatamente a conoscenza dei procedimenti messi in atto contro di lei dalla procura nell’ambito dell’inchiesta per la quale è indagata.

Se quindi l’inchiesta per la quale Virginia Raggi è indagata per abuso d’ufficio non si concluderà prima dell’inizio del processo Marra, l’unica alternativa possibile affinché il Comune di Roma possa costituirsi parte civile sarebbe che la procura venisse firmata da un’altra persona e non dal sindaco.