Autore: Luigi Crescentini

Coronavirus

Buoni spesa Covid: scoperti oltre 700 frodatori

La Guardia di Finanza ha smascherato più di 700 abusivi che usufruivano dei buoni spesa emessi dalla Protezione Civile per aiutare le famiglie in difficoltà durante il lockdown.

Tanti sono gli aiuti economici concessi dallo Stato e dai Comuni ai fini di dare sostegno alle numerose famiglie in difficoltà a causa dell’emergenza epidemiologica. Tra questi aiuti rientrano i buoni spesa Covid, messi a disposizione dalla Protezione Civile Nazionale per aiutare le famiglie meno abbienti durante il periodo di lockdown. Tuttavia questi aiuti vanno veramente ai più bisognosi? Secondo le ultime indagini condotte dalla Guardia di Finanza, risultano circa 700 persone che hanno ricevuto in maniera illecita i bonus spesa Covid.

Si tratta di oltre 700 abusivi che usufruivano dei voucher spesa scoperti per la maggior parte nella zona di Napoli e provincia. Nella città di Napoli sono stati messi a disposizione oltre 8 milioni di euro, di cui 7,5 finanziati dalla Protezione Civile e circa un milione dal Comune ma non solo: è stato l’unica città ad utilizzare un sistema del tutto informatico per la distribuzione dei buoni spesa proprio per evitare il rischio di truffe. Il buono spesa prevedeva un assegno di circa 300 euro a famiglia da utilizzare per l’acquisto di beni di prima necessità.

Secondo quanto riportato dalle indagini, tra gli usurpatori c’erano anche quelli appartenenti a famiglie camorriste o ricche che attraverso dei raggiri sulla dichiarazione dei redditi e sull’Isee facevano apparire un’attestazione del tutto contraria rispetto a quella reale, potendo, così, usufruire dei buoni spesa Covid destinati invece ai cittadini in difficoltà economiche.

Buoni spesa Covid: scoperti più di 700 frodatori

Più di 700 persone avevano dichiarato di vivere in condizioni di indigenza percependo pensioni, stipendi, indennità di disoccupazione e persino il reddito di cittadinanza. Buona parte dei frodatori risultano imparentati con degli esponenti appartenenti ai clan della criminalità organizzata. Non si tratta del primo caso: fin da prima dell’emergenza coronavirus, ci sono sempre stati i furbetti che hanno ricevuto illegittimamente degli aiuti economici nonostante possedessero un patrimonio elevato e conducessero anche uno stile di vita lussuoso.

Ovviamente la pandemia non fa la differenza: gli approfittatori, a quanto pare, ci sono sempre anche in una situazione di emergenza come quella attuale.

Non a caso, anche per il Reddito di cittadinanza, sono stati smascherati numerosi frodatori che hanno dichiarato un reddito basso, per approfittare del sussidio, quando invece ne percepivano uno alto. Nelle indagini condotte per gli usurpatori dei bonus spesa Covid, una donna, nella domanda, aveva dichiarato di percepire meno di 5 mila euro l’anno quando in realtà ne prendeva 67 mila e possedeva circa 350 mila euro depositati in banca.

Un’azione, a dir poco, squallida nei confronti dei veri bisognosi ma che fortunatamente non è passata inosservata agli occhi della finanza: gli ingannatori dei buoni spesa Covid dovranno rispondere alle sanzioni amministrative che corrispondono ad una multa pari ai 250 mila euro e verranno anche segnalati agli Enti Comunali per il recupero delle somme percepite ingiustamente.