Autore: Stefano Calicchio

Crisi economica - Coronavirus

Boris Johnson positivo al test del Coronavirus: il Premier è in isolamento, negoziati Brexit in stallo

Il primo ministro britannico Boris Johnson è risultato positivo al Coronavirus assieme al Ministro della Salute. Continuerà a lavorare grazie alla tecnologia.

La notizia della positività al test del Coronavirus di Boris Johnson ha fatto in pochi minuti il giro del mondo, guadagnano le posizioni di punta su tutte le principali testate giornalistiche internazionali. A spiegare la situazione, tranquillizzando la popolazione britannica, è stato però lo stesso Premier, evidenziando una situazione serena e manifestando l’intenzione di proseguire nella propria attività.

“Negli ultimi giorni ho avuto alcuni lievi sintomi del Coronavirus, come tosse e febbre” ha dichiarato Johnson, spiegando di essersi messo in auto quarantena dopo aver avuto riscontro positivo dal test. “Ora lavorerà da casa, mi sono auto isolato ed è la cosa giusta” ha quindi proseguito, ricordando che continuerà a guidare la battaglia contro la diffusione di Covid-19 all’interno del proprio Paese grazie alla possibilità di ricorrere al telelavoro.

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Dopo il Principe Carlo ed il Premier Johnson, anche il Ministro della Salute inglese è risultato positivo

In poche ore la lista dei nomi eccellenti che sono risultati positivi al Coronavirus si è allargata a vista d’occhio. Negli scorsi giorni era già risultato positivo il Principe Carlo, mentre poche ore dopo l’annuncio di Johnson anche il Ministro della Salute Matt Hancock ha rivelato di essere risultato positivo attraverso un breve post su Twitter.

“Ho sintomi molto lievi e sono in buone condizioni” ha scritto l’esponente del governo inglese, ricordando di essersi auto imposto l’isolamento immediato nella propria abitazione per una settimana. “Vinceremo questa battaglia”. La notizia dei due tamponi positivi al Coronavirus ha però dettato uno stato di tensione all’interno dell’esecutivo, visto che le due figure chiave del governo hanno incontrato centinaia di persone negli ultimi giorni, rimanendo a stretto contatto con tutto lo staff e con numerosi membri dell’esecutivo.

Diventa quindi evidente la necessità di procedere ad un vasto autoisolamento, con dubbi e problemi pratici da risolvere nella prosecuzione della macchina governativa. Tutto questo, in un momento nel quale il Regno Unito cerca di organizzare la propria risposta allo sviluppo dell’emergenza sanitaria, che risulta ancora nella propria fase di crescita iniziale.

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Con la diffusione di Covid-19 negoziati sulla Brexit in stallo

Nel frattempo cominciano a prendere concretezza anche le prime conseguenze sul fronte economico e finanziario date dalla diffusione del Coronavirus. Oltre agli inevitabili riverberi sulla tenuta dei consumi nel Paese, ad essere in fase di stallo sono anche i tavoli negoziali riguardanti la Brexit.

In particolare, sarebbe risultato impossibile proseguire il confronto tramite videoconferenza, pertanto il tavolo di consultazione e preparazione alla negoziazione è stato abbandonato. Secondo le ultime indiscrezioni, al momento i funzionari britannici ed europei sono alla ricerca della migliore modalità per proseguire i negoziati nel pieno dell’emergenza sanitaria. Un passaggio che comunque non risulta semplice o scontato, se si pensa che ad essere in quarantena sono sia il capo negoziatore britannico David Frost, sia quello dell’UE Michel Barnier.