Berlusconi: le cessioni di Mediaset e Milan non vanno. Tutti i problemi del Cavaliere

Giorni caldissimi per Silvio Berlusconi: prima lo slittamento del closing per la cessione ai cinesi del Milan, poi l’assalto del francese Bollorè a Mediaset.

Gli accordi sulle cessioni di Mediaset e Milan non vanno. Probabilmente a Silvio Berlusconi questa volta l’esser così al centro dell’attenzione non deve esser piaciuto molto. Se può sembrare strano conoscendo il personaggio, che ha costantemente fatto, sia come imprenditore prima e politico poi, del far parlare sempre e comunque di sé un mantra, tutto quello che sta avvenendo negli ultimi giorni sono grattacapi che il Cavaliere si sarebbe risparmiato volentieri.

Dalla cessione del Milan prima alla scalata di Vivendi al gruppo Mediaset poi, per Berlusconi la gioia della vittoria del fronte del No al Referendum Costituzionale, con conseguente dimissioni di Matteo Renzi e la nascita del nuovo Governo Gentiloni, è durata abbastanza poco. Qui in ballo infatti c’è il futuro dei due gioielli di famiglia, le due creature a cui Berlusconi è inoltre maggiormente legato.

Berlusconi e Mediaset: con Bollorè è scontro totale

Quello che solo lo scorso aprile sembrava esser un matrimonio che poteva riservare degli scenari futuri molto interessanti, invece ora è una disputa senza esclusione di colpi. La scorsa primavera infatti avvenne l’accordo sulla cessione di Mediaset Premium al colosso francese della telecomunicazione Vivendi di Vincent Bollorè salvo poi, dopo poche settimane, un clamoroso passo indietro dell’azienda del finanziere bretone che accusò il biscione di aver fornito dei dati non reali riguardanti Premium. Da qui la richiesta di annullamento dell’accordo e la partita quindi che si è spostata in tribunale.

Questo però non è stato altro che il primo round. Quando lunedì si è aperta Piazza Affari il gruppo Vivendi deteneva il 3,01 % delle azioni Mediaset mentre ora, dopo una serie di operazioni non concordate con Fininvest, è salito al 20% facendo schizzare il titolo Mediaset che martedì ha chiuso in rialzo del 31,8%. Berlusconi comunque non è stato a guardare, aumentando anche la propria quota di azioni fino a quasi il 40%, ma la partita è tutta da giocare e le preoccupazioni aumentano.

"L’acquisto di azioni Mediaset da parte di Vivendi, non concordato preventivamente con Fininvest, non può essere considerato altro che un’operazione ostile",

ha commentato Berlusconi a riguardo dopo aver convocato il suo stato maggiore a rapporto per fare il punto della situazione. Costanti e frenetici anche i contatti con il nuovo Governo, sia con Gentiloni che con il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, tutti compatti nel definire anche loro ostile l’atteggiamento e le operazioni di Vivendi. A preoccupare il nuovo esecutivo vi è anche il forte timore che Mediaset possa essere solo il primo grosso gruppo oggetto di scalate di questo tipo.

Cessione del Milan, l’altro problema di Berlusconi

Se Bollorè non sta sicuramente facendo passare sogni tranquilli al Cavaliere, la seconda caparra da 100 milioni arrivata dalla Cina non lo rassicurano neanche molto sulla buona riuscita della cessione del Milan. In questo caso comunque più che l’aspetto economico, nelle casse di famiglia sarebbero comunque entrati 200 milioni nelle due tranche, in ballo c’è la credibilità di Berlusconi stesso che si è esposto in prima persona sull’affidabilità dei compratori cinesi.

I dubbi in questa vicenda sono molti e non è detto che bisognerà attendere il closing di marzo per capire l’epilogo. Sino Europe Sport, il gruppo cinese che sta completando l’acquisto del club, per finalizzare l’acquisto dovrà versare i restanti 320 milioni, oltre coprire i 220 milioni di debiti della società e investire subito altri soldi freschi per rinforzare la squadra. Sui nomi che ci sarebbero dietro la Ses c’è il mistero più totale, ma pare improbabile che dopo aver speso 200 milioni di caparra ci possa essere una marcia indietro. Finora vengono chiamati in causa problemi tecnici e burocratici per il trasferimento di denaro dalla Cina, ma molti ironizzano sul fatto che il gruppo stia comprando il Milan… a rate.

Tra incubi francesi e dubbi cinesi non c’è pace dunque per Silvio Berlusconi, chiamato a difendersi dall’aggressività finanziaria di Bollorè e a dover rendere conto, sia ai tifosi rossoneri che all’opinione pubblica, su cosa stia accadendo veramente attorno alla cessione del Milan, con il Cavaliere che rischierebbe in poco tempo di perdere Mediaset prima e la faccia, se la vendita ai cinesi dovesse rivelarsi un bluff, poi.