Aumento tassa sulle auto aziendali, sì o no? Ecco quanto si paga di più

L’aumento della tassa sulle auto aziendali è prevista nella Legge di bilancio 2020, ma è a rischio rinvio dopo le polemiche. Graziate le auto ecologiche, stangata per le «superinquinanti». Ecco come cambierebbe.

L’aumento della tassa sulle auto aziendali, prevista all’interno della bozza della Legge di bilancio 2020, potrebbe subire un rinvio. Nonostante l’opposizione di Italia Viva di Matteo Renzi, al momento, nella bozza in discussione, la rimodulazione rimane, ma i dubbi sono molti.

Qualora l’aumento dovesse essere confermato, vediamo come cambierebbe l’imposta. Nella bozza è prevista una rimodulazione per le auto aziendali concesse ai dipendenti in fringe benefit e per le sole auto inquinanti, mentre l’attuale imposta rimarrebbe inalterata per le auto ecologiche, elettriche e ibride e aumenterebbe al contrario per le auto «superinquinanti».

L’aumento della tassa sulle auto aziendali rientra nella svolta green del governo Conte bis accanto alla plastic tax.

Aumento tassa sulle auto aziendali: ecco come cambierebbe

L’aumento della tassa sulle auto aziendali, prevista in manovra, riguarda solo le vetture inquinanti, mentre rimane quella attuale per le auto ibride ed elettriche, quindi ecologiche. Ma come cambierebbe l’imposta?

Nella bozza è prevista una rimodulazione della tassa sulle auto concesse in uso promiscuo ai dipendenti di azienda, il cosiddetto fringe benefit e si intende una voce addizionale alla retribuzione garantita da un’azienda ai suoi dipendenti.

Fringe benefit, oltre all’auto aziendale, è anche per esempio il computer, cellulare, ma anche beni immateriali, come i corsi di formazione. Tutto ciò ovviamente viene garantito anche al di fuori dell’orario di lavoro generando dunque un reddito di natura che si va ad aggiungere allo stipendio del lavoratore. Una parte di questo dunque viene tassato ed è a carico del lavoratore.

Per quanto riguarda le auto aziendali inquinanti a carico del lavoratore la tassazione sul fringe benefit passerebbe, nella nuova proposta, dall’attuale 30% al 60%. Resterebbe invece inalterato e dunque al 30%, per le auto ecologiche, elettriche e ibride.

Per le auto aziendali definite «superinquinanti» invece, la tassa andrà a coprire il 100% del fringe benefit.

Le auto «superinquinanti» le più colpite dall’aumento della tassa

Le "superinquinanti" sarebbero le auto più colpite dall’aumento della tassa sul fringe benefit prevista nella bozza della Legge di bilancio 2020. Per questo tipo di auto infatti il fringe benefit è totalmente a carico del dipendente.

Queste sono tutte quelle auto che se acquistate nuove a marzo 2019 sono interessate all’ecotassa ovvero quelle auto, a benzina o anche suv a gasolio, con emissioni di CO2 superiore a 160g per chilometro.

L’ecotassa è prevista per le auto acquistate tra il primo marzo 2019 e il 31 dicembre 2021 e che prevedono un’emissione che vada dal 160 g/km fino a 250.

Per i dipendenti che hanno in dotazione le «superinquinati» la tassa sulle auto aziendali, così come è in bozza, sarebbe quindi più sostanziosa.