Autore: Claudia Cardone

Stati Uniti - Immigrazione - Donald Trump

21
Feb

Attacco terroristico in Svezia? Ecco l’ultima novità di Trump

Presunto attacco terroristico in Svezia: ecco l’ultima novità di Trump che fa sorridere il mondo. La dichiarazione, tra il comico ed il drammatico, sta facendo il giro del web.

Trump ed il presunto attacco terroristico in Svezia: sabato 18 febbraio il nuovo presidente degli Stati Uniti, durante un comizio in stile campagna elettorale, ha alluso ad un fantomatico attacco terroristico in Svezia che, secondo lui, avrebbe avuto luogo il giorno precedente.

La curiosa affermazione è stata detta a Melbourne davanti ad una folla di suoi sostenitori in presenza della quale Trump è tornato a battere su uno dei suoi cavalli di battaglia: i confini sicuri.

Collegando la storia americana alla storia europea, ha voluto portare come esempio ciò che è avvenuto a Bruxelles, a Nizza e a Parigi e poi infine, tanto per dare un tocco di colore al discorso, ha riportato un inventato attacco terroristico in Svezia.

Perchè proprio in Svezia? probabilmente perchè, come ben si sa, la Svezia è una nazione all’avanguardia dal punto di vista dell’immigrazione e dell’integrazione e per questo, secondo Trump, costantemente minacciata dallo straniero.

Queste le parole del premier:

“Guardate cos’è successo in Svezia ieri sera… Chi poteva immaginarlo? Stanno avendo problemi che non avrebbero mai pensato di avere”

Si ventila l’ipotesi che Trump abbia fatto confusione tra la Svezia e la città di Sehwan in Pakistan dove giovedì vi è stato realmente un attacco terroristico. L’attinenza tra i due luoghi, abbastanza distanti geograficamente e culturalmente parlando, non è giustificata da nulla, ma va bene così.

Della stessa opinione tuttavia non è stata la Svezia: subito dall’ambasciata svedese a Washington sono arrivate le prime domande in merito. Intanto l’ex premier svedese Carl Bildt ha sdrammatizzato con il seguente commento:

“Svezia? Attentato terroristico? Cosa si è fumato? Le domande abbondano!”

Che cos’è l’attentato di Bowling Green?

L’ilare affermazione di Trump non può non far ripensare ad un altro presunto massacro: quello di Bowling Green. Stando alle parole della più stretta consigliera del presidente, Kellyanne Conway, sarebbe recentemente avvenuto un attacco islamico in Kentucky.

La stampa ovviamente, secondo le teorie complottiste della consigliera, non ne ha mai parlato non perchè il fatto non è mai avvenuto, ma perchè doveva nascondere la verità ai cittadini.

Il massacro di Bowling Green è una pura invenzione del governo Trump che aveva come preciso obiettivo quello di giustificare l’ordine esecutivo del presidente che bloccava l’entrata nel paese ai cittadini dei sette paesi islamici.

Probabilmente la Kellyanne ha lavorato di fantasia partendo da un episodio realmente accaduto: nel 2009 furono arrestati due profughi iracheni residenti a Bowling Green per aver tentato di spedire dal paese soldi ed armi per l’Iraq.

La consigliera, non paga per aver già detto la palese bufala sull’attentato in Kentucky, è tornata a parlare della vicenda in questa occasione con un tweet:

“Cosa è accaduto in Svezia venerdì sera? Hanno preso gli autori del massacro di Bowling Green?”

Le simpatiche invenzioni Made in Trump&co sarebbero anche folcloristiche e simpatiche se non fosse che, purtroppo, la gran parte dei seguaci del leader prende come oro colato ogni loro parola.

Oltre a questo, la cosa grave è che queste invenzioni vengono strategicamente congetturate per spaventare ed alimentare la fiamma dell’odio nei confronti degli “stranieri” visti come uomini neri, assassini e mangia bambini.

Trump, a seguito della gaffe, ha cercato di giustificarsi prima sulla rete Fox News di Rupert Murdoch, suo amico, poi ha scritto sul suo profilo twitter una semplice frase senza alcuna spiegazione:

«La mia dichiarazione su quanto avvenuto in Svezia si riferiva ad una storia che era stata trasmessa da Fox News sugli immigranti e la Svezia»

Ovviamente la vicenda non è sfuggita al pubblico sia americano che europeo, il quale ha letteralmente inondato i social con post e tweet ironici e dissacranti.

Sono partiti anche i primi hashtag: #JeSuisIkea, #PrayForAbba e #LastNightInSweden.

Oramai non si capisce se la vicenda ha più dell’ironico o del drammatico.