Arriva la nuova Imu: addio Tasi!

La tassa sui servizi indivisibili verrà accorpata con un’aliquota base dello 0,86 per mille.

Con il Decreto Legge Fiscale diciamo addio alla Tasi e diamo il benvenuto alla nuova Imu.
Già con la manovra dello scorso hanno si vociferava questo cambiamento e oggi sembra realtà; già dal prossimo anno i cittadini italiani saranno chiamati a versare un unico contributo.

In cosa consiste il pagamento della nuova Imu?

La nuova Imu, quindi, accorperà la tassa sui servizi indivisibili con un’aliquota base dello 0,86 per mille: un aumento del 13% rispetto allo stato attuale.
Il Governo, con questa nuova introduzione, spera di semplificare notevolmente la burocrazia ai cittadini.
Tuttavia, sembrerebbe che questo cambiamento di rotta possa portare ad un aumento dei pagamenti dei contribuenti.

Il Decreto Fiscale di lunedì, dall’intervento su Twitter di Giorgio Spaziani Testa, Presidente di Confedilizia, parrebbe un pretesto, poiché con l’unificazione di Imu e Tasi, il Governo avrebbe deciso di aumentare l’aliquota base.Per il presidente di Confedilizia:

Sarebbe un insulto al buon senso, prima ancora che ai proprietari. La patrimoniale sugli immobili, che continuano a perdere valore, va ridotta.

Sugli immobili la manovra però potrebbe prevedere altre novità:

  • proroga per i bonus fiscali sui lavori in casa;
  • piano casa da un miliardo per affitti e periferie rivolto a famiglie in difficoltà economica.

In breve, è sicuramente probabile che, dall’accorpamento di Imu e Tasi, i contribuenti si troveranno davanti ad un prelievo fiscale più grande da gestire.
Si pensa infatti che l’unione di queste due tasse, abbrevierà sì il percorso burocratico ma andrà ad abbattersi direttamente sulle finanze dei contribuenti.

Qual è la situazione attuale?

Attualmente, l’aliquota base dell’Imu è pari allo 0,76% del valore catastale.
I Comuni italiani hanno la possibilità e la libertà secondo quanto stabilito dalla Legge di Bilancio in vigore, di innalzare o abbassare tale percentuale, entro dei limiti predisposti dalla legge stessa.
L’aliquota della Tasi, invece, ammonta attualmente allo 0,1%.
Lo Stato, dal pagamento dell’imposta municipale propria, riesce a ricavare 3,8 miliardi di euro, e i Comuni 17.
Il tributo per i servizi indivisibili, invece, permette a Stato e Comuni di guadagnare 1,1 miliardi. Sommando i “guadagni” derivanti da Imu e Tasi, abbiamo il risultato di 22 miliardi di prelievo fiscale a carico delle famiglie.