Allarme smog: cosa fare se vivi a Torino, Milano o in una città a rischio

Allarme smog nel Nord Italia: Torino e Milano in primis preparano le misure d’emergenza. Cosa fare se si vive in queste città? Tutte le regole da seguire.

È allarme smog in Italia o più precisamente in molte città del Nord (con qualche eccezione): Torino è fra quelle più a rischio, capitale, per quest’anno, dello smog. Ma accanto al capoluogo piemontese vi sono Milano, Padova e addirittura Frosinone. La questione delle polveri sottili torna a poco meno di un anno di distanza.

In tutte queste città è stato lanciato l’allarme inquinamento per la presenza di polveri sottili oltre il limite della media: quando si parla di allarme pm10 (Particulate Matter ≤10 µm) significa infatti che il livello di polveri sottili è decisamente in aumento e potenzialmente pericoloso.

Cosa fare se vivi a Torino, Milano o nel Nord Italia nei giorni dell’allarme smog

Le amministrazioni comunali si sono già mobilitate da diversi giorni per via dell’allarme smog. La concentrazione di calore e l’assenza di piogge ha infatti favorito l’accumularsi di una nube che si estende su Piemonte, Lombardia e Veneto, ma che tocca anche Emilia Romagna e parte dell’Adriatico.

Mentre si attendono con ansia le piogge del weekend, il comune di Torino consiglia ai cittadini di non uscire di casa e non aprire le finestre. Se invece è proprio necessario uscire, non utilizzare alcun mezzo inquinante, spostandosi invece a piedi o in bici e per il minor tempo possibile. Qui, infatti, la concentrazione di polveri sottili nell’aria supera di più della metà il limite consentito. In più, sono stati bloccati i veicoli diesel Euro 4 e si prevede che da domani anche quelli Euro 5 verranno fermati.

Anche a Milano c’è un blocco auto: veicoli Euro 4 bloccati dalle 8.30 alle 18.30 e divieto di accendere termosifoni, stufe o barbecue – insomma, qualunque cosa possa riscaldare ulteriormente l’aria.

Piacenza, Reggio Emilia,Modena e altre città dell’Emilia Romagna decidono di seguire l’esempio e premunirsi: anche qui è attivo il blocco dei veicoli Euro 4, è stato vietato qualsiasi tipo di combustione ed è stato raccomandato di abbassare le temperature nelle case in modo da arrivare ad una temperatura di 19°.

Cos’è il pm10 e perché è pericoloso

Come già accennato, il pm10 (Particulate Matter ≤10 µm) è un materiale particolato (ovvero in piccole particelle) che ha una dimensione uguale o inferiore a dieci micrometri. Può essere solido o liquido e si disperde facilmente nell’atmosfera. Ed è incredibilmente inquinante.

La stragrande maggioranza delle fonti di pm10 sono infatti le combustioni causate dall’uomo: quelle delle automobili e dei riscaldamenti per fare un esempio vicino a quello che quotidianamente ogni uomo produce. Ma accanto a questa produzione di pm10, va aggiunta anche quella delle industrie, degli inceneritori, delle centrali termoelettriche.

Anche la natura può produrre pm10: le eruzioni dei vulcani o gli incendi (che quest’estate hanno martoriato la penisola italiana) sono esempi efficaci, che però fanno capire come il problema principale resti l’attività umana.

Il limite massimo giornaliero di pm10 è di 50 µg/m³ e basti pensare che solo a Torino in questi giorni il livello sale a 114 microgrammi per metro cubo.

Queste micropolveri – accumulatesi a causa del non-ricambio d’aria – sono pericolose perché minano l’apparato respiratorio e cardiovascolare dell’uomo: ricerche scientifiche hanno dimostrato che riduce l’aspettativa di vita di 1-2 anni e che può essere considerato una delle cause dell’insorgenza di tumori.