Autore: Luigi Crescentini

Allarme estorsioni in aumento: usurai approfittano della crisi economica

Casi di usura in aumento: più richieste di aiuto da parte degli imprenditori vittime di estorsioni.

Sono giorni di affluenza nelle 33 sedi della Consulta nazionale anti usura. Secondo l’avvocato Attilio Simeone, responsabile della Consulta, da alcune settimane i casi sono aumentati fino a due richieste al giorno. Dati che preoccupano,l’usura è nettamente aumentata in questo periodo di vulnerabilità e di crisi economica. Di certo parliamo di un reato che ha un certo impatto psicologico sulle persone che ne sono vittima che, perlopiù, si tratta di piccoli imprenditori, commercianti o semplicemente famiglie in difficoltà economica.

Sono tante le varianti che possono spingere questi soggetti a rivolgersi all’ultima sponda dell’usura: debiti, problemi finanziari, paura di perdere il lavoro. Si tratta di persone che non sanno più a chi rivolgersi se non all’usura per avere una maggiore liquidità, ovvero soldi in contanti di immediata disponibilità, da poter portare subito a casa. Senza però considerare il rischio di diventare schiavi della criminalità. Quello che sappiamo è che, solitamente, soltanto una parte delle richieste di aiuti si trasforma in denunce. Nella maggior parte dei casi, molti preferiscono rimanere in silenzio, dando modo al reato di protrarsi per anni.

Imprenditori in difficoltà dalla crisi economica: aumento casi di usura negli ultimi mesi

Secondo quanto riportato da un articolo di oggi del quotidiano «La Repubblica», i dati rilevati dal Ministero dell’Interno descrivono una realtà alquanto allarmante: durante i primi tre mesi c’è stato un aumento del 10% dei casi fino ad arrivare ad un picco del 15% nei mesi di aprile e maggio, e soprattutto nelle regioni meridionali come la Campania e la Puglia.

Un gruppo di investigatori specializzati stanno indagando sui flussi di denaro che alimentano questa attività economica illegale. Il commissario nazionale antitracket Annapaola Porzio spiega: «Stiamo cercando di velocizzare al massimo l’esame delle istanze per dare quanto prima, delle risposte concrete a chi si trova in difficoltà. È innegabile il fatto che nella procedura ci siano delle lentezze e che questo può segnare la sorte di centinaia di piccole imprese.. La criminalità interviene in tempo reale, non ha regole. Stiamo cercando di dare credibilità allo Stato. Se lo Stato c’è dobbiamo far avere i soldi alla gente.»

Sempre secondo quanto riportato dall’articolo di «Repubblica», l’allarme arriva anche dagli albergatori di Venezia e di Rimini che hanno ricevuto proposte di svendere le loro attività. Anche il sindaco di Bari, Decaro, ha segnalato la presenza di attività criminali durante una manifestazione di protesta dei commercianti. Nell’arco degli ultimi due mesi, il Fondo nazionale antiracket ha distribuito a chi ne aveva diritto, 5 milioni di euro, il doppio rispetto all’anno 2019 in cui sono stati stanziati in liquidità poco meno di 18 milioni per le 732 richieste presentate da parte di chi ha avuto il coraggio di denunciare gli estorsori e gli usurai.