Autore: Francesca Cavaleri

Legge di Bilancio

Affitti brevi: tutte le novità del 2021

Dal 2021 cambiano le regole per gli affitti brevi di immobili. Tra Iva e cedolare secca, ci sarà da ragionare per i proprietari di case. Di seguito una breve guida per non commettere errori.

Con il concetto «affitti brevi» si fa riferimento a tutti quei contratti di locazione, che hanno una durata inferiore a 30 giorni. Spesso questo tipo di contratti vengono anche detti «affitti turistici». Proprio perchè sono le locazioni che vengono, maggiormente usate, da chi affitta immobili, soprattutto a scopo turistico. Ma come cambiano le regole grazie alla nuova legge di Bilancio? Ecco le regole principali.

Affitti Brevi: l’introduzione della Partita Iva

Secondo il disegno di legge di Bilancio 2021, colui che mette a locazione più di 4 immobili, esercita attività di impresa. E come tutte le imprese, è soggetto all’obbligo di apertura della partita IVA. Di conseguenza, sarà soggetto anche a tutta la tassazione relativa all’esercizio di tale attività. Occorrerà andare presso la Camera di Commercio e registrarsi nel Registro delle imprese.

Diverso per chi affitta meno di quattro immobili. Infatti, per loro non solo non si costituisce attività d’impresa. Ma anche sarà possibile applicare la tassazione della cedolare secca al 21%. L’art 99 in materia di strutture ricettive recita così: «è stabilito che il regime fiscale opzionale della cedolare secca al 21% per le locazioni brevi stipulate a partire dal 1 giugno 2017, è riconosciuto solo quando la destinazione alla locazione breve riguarda non più di quattro appartamenti per ciascun periodo di imposta».

Sono inclusi, in questa categoria, anche i contratti che prevedono i servizi di pulizia dei locali e fornitura di biancheria.

Affitti brevi: nasce la banca data turistica

I contratti che prevedono affitti brevi non necessitano di registrazione. E’ però prevista la costituzione di un registro che funziona da banca dati di tutte le strutture ricettive. Ma vanno inseriti anche tutti gli immobili destinati alla locazione breve, come le case vacanze. La banca dati sarà tenuta dal MiBACT.

All’interno del registro, le strutture, saranno identificate attraverso un codice. Questo codice conterrà, inoltre, tutte le informazioni della struttura, ma deve essere usato anche per l’accesso a promozioni o offerte inerenti. Il Codice è univoco, pertanto anche chi ha tre immobili diversi, avrà tre codici diversi, anche se facenti parte allo stesso proprietario.

Affitti brevi: la normativa fiscale

La norma obbliga, inoltre, i soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare (ag.immobiliari o soggetti terzi) o attraverso la gestione di portali online, ad operare come sostituto d’imposta. Pertanto, va applicata una ritenuta del 21% sull’ammontare dei canoni e dei corrispettivi all’atto dell’accredito.

Le persone che invece gestiscono gli affitti brevi in forma privata e con certificazione del reddito, dovranno conservare la documentazione inerente alla locazione. Questa dovrà essere specificata ai fini della Dichiarazione dei redditi. Se si aderisce al regime di cedolare secca, tale reddito va comunicato sul modello 730, nel quadro relativo ai redditi fondiari. Ultima informazioni, i redditi da locazione, non faranno cumulo con gli altri redditi, come quelli da lavoro, ad esempio.