Autore: Marta Liberti

Valeria Fedeli - Scuola - Insegnanti

19
Set

Valeria Fedeli ammette: è stato un errore non coinvolgere gli insegnanti

Valeria Fedeli si sbilancia sullo stato delle riforme della scuola e spiega gli errori del Governo.

Con la riforma della scuola il Governo ha sbagliato, perché non ha coinvolto chi davvero dovrebbe essere preso in considerazione in questi casi: gli insegnanti. Tutto il personale scolastico non è stato in alcun modo interpellato nel corso delle varie riforme di questi anni, non vi è stato un dialogo e ciò ha portato ad un allontanamento dei docenti.

La Buona Scuola, le nuove modalità di abilitazione e ogni novità per la scuola è stata introdotta senza prendere in esame le reali esigenze dei lavoratori che operano negli istituti.
Anche con questo Governo si è fallito e le riforme che sono state messe in atto non hanno fatto altro che creare problemi ai professori e suscitare odio verso la classe dirigente.

Sebbene alla fine del percorso (forse anche per l’arrivo della campagna elettorale) la Ministra dell’Istruzione ammette le sue colpe: “Non si può avere investito risorse e assunto 100mila persone e avere tutto il mondo della scuola contro: evidentemente qualcosa dobbiamo avere sbagliato”.
Forse anche più di “qualcosa” dato che il lavoro dei docenti è diventato sempre più faticoso, le regole molto più complesse e la scuola ne ha solo perso.

Valeria Fedeli parla della scuola e dei fallimenti di questo governo a Reggio Emilia, durante la festa del PD, rispondendo ad alcune domande.

Io penso che una delle ragioni è che quando si vogliono fare dei cambiamenti, bisogna coinvolgere gli interlocutori con un confronto vero sugli obiettivi e sulla qualità della proposta. Nel momento in cui tu condividi l’obiettivo è molto più facile trovare i punti di sintesi.

I veri interlocutori non sono mai stati presi in considerazione e le riforme sono proseguite senza neanche provare a capire quali fossero le reali problematiche della scuola.
Arriviamo così ad avere un percorso per diventare insegnanti che risulta più complesso di quello per l’abilitazione a medico, una scuola indecisa se continuare con la formazione o togliere ore alle spiegazioni per dedicarle al lavoro.

La promozione obbligatoria alle medie, il liceo breve, l’Erasmus obbligatorio e tanto altro è stato proposto da Valeria Fedeli, tutte idee che non sono piaciute ai docenti, ma che sono andate avanti senza problemi.
Adesso arriva il mea culpa della Ministra, tardivo, dato che tutto ciò che è cambiato sembra averlo fatto in peggio, portando la scuola ad avere più problemi di prima.