Vaccino Covid, Sputnik e modello inglese: il punto di Sileri

Vaccino Covid, Sputnik e modello inglese: il punto di Sileri

Pierpaolo Sileri, sottosegretario del Ministero della Salute, ha fatto il punto della situazione nel corso della trasmissione L’aria che tira di La7.

È il vaccino contro il Covid uno dei temi affrontati da Pierpaolo Sileri da ospite della trasmissione L’aria che tira di La 7. Il chirurgo del Movimento 5 Stelle non è più vice ministro come nel governo Conte, ma nell’esecutivo di Mario Draghi è diventato sottosegretario.

Cambia la forma, non la sostanza. Anche e soprattutto nelle sue dichiarazioni, snelle e prive di artifici politici che si riscontrano nelle parole di altri protagonisti della scena.

Vaccino Sputnik in Italia: Sileri spiega la situazione

Quello del vaccino contro il Covid è un tema attuale. Sui libri di storia sarà studiato come un punto cruciale della lotta contro una pandemia che ha ormai segnato un’epoca. Chi, però, la sta vivendo non vede l’ora di poterne uscire fuori e il primo grande problema è la disponibilità delle dosi.

«È un approvvigionamento - ha spiegato Sileri - che è lento non solo sul territorio nazionale, ma in tutta Europa. Le dosi che noi riceviamo in percentuali sono simili a quelli che ricevono gli altri paesi europei. A questo attacco la necessità di esplorare in maniera rapida, anzi rapidissima, , la possibilità di utilizzare altri vaccini. È stato fatto l’esempio dello Sputnik, ma anche i vaccini prodotti in Cina».

Sileri spiega l’eventuale necessità attivazione degli enti regolatori affinché arrivino «a spingere queste industrie estere che producono i vaccini che non hanno ancora fatto loro richiesta per un’autorizzazione sul territorio europeo almeno a farlo e a verificarne la bontà che io credo ci sia». «Perché - ha precisato Sileri - gli studi scientifici questo mostrano».

«Ben vengano - ha chiosato - quanti più vaccini possibili, purché sicuri ed efficaci».

Vaccino Covid: per il modello inglese serve autorizzazione

C’è un altro punto di discussione. La possibilità di vaccinare quanta più gente possibile con una sola dose. «Ad oggi - ha specificato Sileri - i trial clinici dicono di usare la doppia dose per Pfizer, Moderna e AstraZeneca».

«Alcune evidenze scientifiche - ha spiegato - dimostrano che già dopo la prima dose hai una ottima efficacia in termini di non sviluppo della malattia grave».

Usare il modello inglese significa ritardare la seconda dose di chi ne abbia già fatto una. Sileri ha fatto capire che una decisione del genere potrebbe essere presa solo da scientifici preposti, magari dentro gli enti regolatori

«Qui - ha spiegato - non è né il sottosegretario Sileri, né il ministro Speranza. Qui è un comitato tecnico scientifico, a dire il vero in Italia ne abbiamo già troppi in Italia, a questo punto dell’Aifa o anche l’Ema stessa che possa dare il via ad un’indicazione del genere in sicurezza».

Vaccino a tutti gli over 80 renderebbe il futuro meno difficile

Il focus dei vaccini riguarda le classi della popolazioni più fragili: gli anziani. Ad oggi, secondo i dati forniti da Sileri, è stato vaccinato solo un milione di over 80 su quattro milioni e mezzo. «Un 20% della popolazione anziana è protetta, coprirla tutta significa vedere un calo dei ricoveri e della mortalità almeno a distanza di 20-25-30 giorni dalla somministrazione». Leggi anche: Vaccino Johnson and Johnson, Bassetti: «E ora che Ema si sbrighi a approvarlo»