Vaccino Covid, Bonaccini su multinazionali: «Hanno tagliato dopo aver ricevuto ingenti soldi pubblici»

Vaccino Covid, Bonaccini su multinazionali: «Hanno tagliato dopo aver ricevuto ingenti soldi pubblici»

Il presidente dell’Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni è stato ospite di Mezz’ora in più, trasmissione Rai.

Il presidente dell’Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini è stato ospite della trasmissione Rai Mezz’ora in più. Lunedì è previsto un vertice tra gli enti regionali e il governo. «Domani - ha rivelato Bonaccini - non ci sarà Draghi perchè ci occupiamo di piano vaccinale con la ministra degli Affari Regionali Gelmini, il generale Figliuolo e il capo della Protezione Civile Curcio».

Vaccino e Recovery Plan al centro del confronto costante tra Regioni e governo

Un’interlocuzione quella tra Regioni e governo che continua ad essere costante sin dall’inizio della pandemia. «Nei prossimi giorni - ha proseguito Bonaccini - ne avremo un altro a cui parteciperà anche penso il ministro Franco per il Mef, perché affronteremo il tema del Recovery Plan e la settimana successiva, credo appena dopo Pasqua, incontreremo il presidente Draghi con immagino alcuni ministri proprio per fare il punto su queste due sfide che sono le sfide su cui gli italiani giudicheranno anche il governo. C’è poco da fare».

Vaccini in arrivo in Italia, i numeri entro il 3 aprile

Gli obiettivi nazionali, per Bonaccini, sono abbastanza chiari. «Da un lato - ha spiegato - se riusciamo a sconfiggere questa drammatica pandemia dal punto di vista sanitario e se evitiamo di dover dopo affrontare una pandemia che diventa economica e sociale».

L’arma più efficace per vincere la guerra contri il virus è il vaccino. Nelle ultime settimane c’è stata una certa difficoltà generata anche da consegne ritardate. Adesso sono attese forniture consistente.

"Domani - ha evidenziato Bonaccini - quello che diremo è che c’è bisogno di stringere i bulloni. Ho parlato con il generale Figliuolo anche stamattina. Arriveranno entro il 3 aprile oltre un milioni di dosi Pfizer, oltre mezzo milione di dosi del vaccino Moderna, oltre un milione e trecentomila dosi del vaccino AstraZeneca".

La disponibilità dei vaccini si auspica possa essere un problema superato. «Nella seconda metà di aprile, avendo già l’autorizzazione dell’Ema e dell’Aifa, arriverà - ha proseguito Bonaccini - Johnson & Johnson che è l’unico vaccino per ora monodose. E quindi dentro ai 130 milioni di dosi da qui ad ottobre vanno inseriti anche quelli che sono monodose. Dividendo anche tutto per due, seppur per alcuni basta una sola dose, abbiamo il numero sufficiente, se tutto sarà confermato, per vaccinare tutti gli italiani che lo vorranno e tutti gli emiliano-romagnoli»

Mezz’ora in più, Bonaccini e il passaggio sulle multinazionali

All’orizzonte c’è la consapevolezza che occorrerà attendere affinché si possa ritrovare una quotidianità che possa anche solo avvicinarsi alla normalità esistente prima che esplodesse la pandemia Covid. Non a caso si inizia parlare di un nuovo decreto che volge verso la via prudenziale. Se c’è, però, uno strumento efficace per avere speranza quello è il vaccino.

«L’anno scorso - ha evidenziato Bonaccni - in estate quasi tutti gli italiani ed europei, diciamoci la verità, hanno pensato fosse finita, salvo poi ad ottobre conoscere la seconda ondata. L’anno scorso non avevamo lo strumento che abbiamo questa volta che si chiama vaccino».

E poi una chiosa significativa: «L’unico appello che faccio è che l’Europa e l’Italia, ma mi pare Draghi abbia il piglio giusto, pretendano ciò che vergognosamente, anzi dico di più in maniera indecorosa e indecente, le multinazionali fino ad oggi non hanno fatto. Hanno tagliato, invece che mandare i vaccini che dovevano arrivare dopo aver ricevuto soldi pubblici ingenti per fare ricerca. Su questo siamo tutti d’accordo».