Vaccino COVID e fondi europei, l’allarme del Viminale: «Rischio infiltrazioni mafiose»

Vaccino COVID e fondi europei, l'allarme del Viminale: «Rischio infiltrazioni mafiose»

La distribuzione dei vaccini e i fondi europei rappresentano una ghiotta opportunità per le nuove criminalità organizzate, che hanno dimostrato di saper infiltrarsi con facilità in contesti simili.

La grande sfida del 2021 sarà vaccinare almeno il 70% degli italiani allo scopo di ottenere la famosa immunità di gregge e vivere più tranquillamente.

L’inizio delle vaccinazioni e il prosieguo

L’inizio è stato incoraggiante, dato che l’Italia, tra i paesi dell’Unione Europea, è seconda solo alla Germania per numero di persone vaccinate. Al 6 gennaio 260.000 italiani hanno ricevuto la prima dose del farmaco Pfizer/Biontech. Molte regioni sono ben al di sopra del 50% di dosi disponibili già somministrate.

Il risultato è oggettivamente buono ma è altrettanto vero che si tratta del personale sanitario, che ha avuto la puntura all’interno delle strutture sanitarie del paese.

Tra qualche settimana toccherà ad altre categorie di italiani e finalmente i tanto criticati stand a forma di primula verranno messi alla prova. Così come si capirà quante persone, effettivamente, si rifiuteranno di sottoporsi all’iniezione.

Ma non è l’unica preoccupazione: il Ministero dell’Interno ha pubblicato un report in cui evidenzia i timori legati ad eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata nella distribuzione dei vaccini e non solo.

Anche i miliardi del Recovery Fund, che verranno stanziati nei prossimi mesi sotto forma di progetti di varia natura, rappresentano una preda molto ghiotta per gli squali appartenenti – direttamente o indirettamente – alle mafie italiane.

L’ombra della mafia

Senza dimenticare le decine di migliaia di persone che tra marzo e oggi hanno perso il lavoro o hanno lavorato, e quindi guadagnato, molto meno del previsto.

«In tale scenario, i gruppi criminali, allo scopo di cogliere le opportunità di investimento offerte dall’evoluzione e dalla persistenza della pandemia hanno rivolto i propri interessi non solo verso i citati comparti economici, ma anche nei confronti degli operatori più danneggiati dalle misure di distanziamento sociale adottate in fase di lockdown, come la filiera della ristorazione, la ricezione alberghiera e l’offerta turistica», si legge nel report del Viminale.

Pare inoltre che molti appartenenti alla criminalità organizzata, nei mesi scorsi, siano riusciti ad accedere illecitamente ai sostegni del Governo italiano a supporto di chi ha visto calare il proprio fatturato.

Si segnalano numerosi tentativi di “accedere illecitamente alle misure di sostegno all’economia, con modalità del tutto assimilabili a quelle adottate dalla più generale criminalità economico-finanziaria (falsificazione di documenti fiscali, utilizzazione strumentale di società cartiere, coinvolgimento di esperti giuridico-contabili)”.

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