Vaccini anti covid: contro la variante Delta o indiana serve la seconda dose

Vaccini anti covid: contro la variante Delta o indiana serve la seconda dose

I vaccini anti covid sono efficaci anche contro la temuta variante indiana, ma come confermato dagli esperti, è necessario concludere l’iter vaccinale.

Ogni giorno l’argomento covid si arricchisce di aggiornamenti e novità di rilievo. Dopo la notizia delle sequenze del coronavirus cancellate dai database all’inizio della pandemia, e che rilancia dubbi sull’effettiva limpidezza del comportamento della Cina nei confronti del resto del globo, ora l’EMA - sigla di Agenzia Europea dei Medicinali - ha precisato che i vaccini anti covid sarebbero efficaci anche per la temuta e contagiosa variante Delta, ossia la variante indiana che ha creato scompiglio in GB. Tuttavia si rivela necessaria la seconda dose.

«I vaccini stanno funzionando anche contro la variante Delta, ma dobbiamo essere certi che si faccia anche la seconda dose», queste le parole della direttrice esecutiva dell’Ema Emer Cooke ad un evento pubblico con i giornalisti, organizzato in queste ore a Firenze.

La Cooke ha poi aggiunto che la variante Delta sarà dominante da qui ai prossimi mesi, in termini di diffusione in Europa, altresì rimarcando che, per come sono strutturati, i vaccini anti covid sono e restano un efficace strumento di protezione.

Vaccini anti covid: per Locatelli del CTS occorre mantenere alta la guardia

In questi giorni il Premier Mario Draghi ha sottolineato che la battaglia contro il coronavirus non è ancora stata vinta in modo definitivo, e che occorre tuttora prudenza. Non sorprendono dunque le recenti parole del presidente del Consiglio Superiore di Sanità e coordinatore del Comitato tecnico scientifico Franco Locatelli: "Nelle aree con variante Delta alta è giusto valutare chiusure". Poi lo stesso Locatelli ha rimarcato che «Una sola dose di vaccino, non copre adeguatamente» dalla variante Delta o indiana.

In buona sostanza, secondo Locatelli la sola protezione davvero efficace contro questa contagiosa variante, sarebbe la doppia dose di vaccino anti covid. Sostanzialmente, solo completando il ciclo vaccinale sarà dunque possibile evitare rischi di «patologie significative nei soggetti non vaccinati o in chi ha una sola dose di vaccino».

I numeri della variante Delta nel nostro paese

Nel nostro paese la variante Delta cresce con una percentuale del 16,8%, mentre per il momento la più diffusa è la variante Alfa al 74,92%. Più nel dettaglio, gli esperti hanno notato che, sebbene si tratti di dati parziali, dalle prime segnalazioni di sequenziamenti è oggettivo un aumento, in percentuale, dei casi di variante Kappa e Delta.

Vale a dire la variante «indiana» e un suo sottotipo. Essi infatti passano dal 4,2% nel mese di maggio, al 16,8% del mese di giugno. Queste le indicazioni che emergono nelle ultime settimane, vagliate dal Sistema di Sorveglianza Integrata Covid-19 dell’ISS.

Concludendo, in base agli studi effettuati, la variante Delta è del 40/60% più trasmissibile rispetto alla variante Alpha. Ciò potrebbe comportare un maggior rischio ricoveri.

In definitiva, si è meno protetti con soltanto la prima dose di un vaccino anti covid, mentre con la seconda dose c’e’ una protezione contro la Delta quasi pari a quella analizzata contro la Alpha. LEGGI ANCHE: 45mila gli operatori sanitari non vaccinati, scattano le sanzioni