Vaccinazione Covid in Italia: obiettivi, criteri per fasce d’età e ipotesi creazione hotspot

Vaccinazione Covid in Italia: obiettivi, criteri per fasce d'età e ipotesi creazione hotspot

Il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio è stato intervistato dal Corriere della Sera e ha fatto il punto della situazione.

La campagna di vaccinazione contro il Covid in Italia punta ad una decisa accelerata. Lo si evince dalle dichiarazioni del capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera (edizione 24 marzo 2021).

La prima preoccupazione che riguarda il vaccino sono i tempi delle forniture e la disponibilità. «Entro la fine del mese - ha rivelato - arriveranno 4 milioni e mezzo di dosi. Adesso stiamo vaccinando 200mila persone al giorno, a regime dobbiamo arrivare a 500.000».

L’obiettivo sarebbe raggiungibile entro fine giugno se le case farmaceutiche riuscissero a garantire le scadenze.

Vaccini, adesso la priorità in base alle fasce di età

Nella campagna di vaccinazione, come è noto, sarà cruciale il ruolo delle Regioni. Curcio ha sottolineato la necessità che con gli enti locali ci sia «maggiore coordinamento» e condivisione degli obiettivi «pur mantenendo la diversificazione per territorio», seguendo le «indicazioni contenute nel piano».

La campagna di vaccinazione, nel punto fatto da Curcio, ha al momento riguardato:

  • chi ha più di ottant’anni
  • categorie fragili
  • docenti
  • forze armate, di Polizia e Protezione Civile

Ultimata l’operazione riguardante le parti di popolazione citate si dovrà procedere a stabilire la priorità relative al resto dei cittadini. «Bisogna - ha precisato Curcio - tornare alle fasce di età. L’unico criterio deve essere questo».

«Lo prevede - ha evidenziato il capo della Protezione Civile - il decreto in vigore condiviso con i governatori. Procedere per categorie non va bene, causa problemi». Concetto espresso sottolineando come «tutto» sia cambiato dall’11 marzo, alla luce del fatto che prima le iniziali limitazioni relative ad AstraZeneca avevano reso necessaria la strategie di andare a vaccinare i servizi essenziali. «Procedere - ha sottolineato Curcio - per anno di nascita è l’unico criterio oggettivo».

Chiarito che le forniture di vaccino ci saranno, i criteri oggettivi di priorità legati all’aspetto anagrafico, resta l’ultima necessità: organizzare la maggiore campagna vaccinale della storia al meglio.

Hotspot vaccinali: come li pensa Curcio

Curcio ritiene che a facilitare le operazioni potrebbe essere proprio la capacità organizzativa della Protezione Civile e dei suoi 200.000 volontari. «Io - ha detto - credo che debbano essere creati hotspot vaccinali in ogni città. Siamo pronti anche ad allestirli, preparati a farlo proprio come accade quando c’è un terremoto o un’alluvione».

E ci sono anche linee guida precise: «Grande parcheggio, entrate e uscite separate, area di attesa, medici che velificano le condizioni di idoneità, sale per l’inoculazione e altre dove aspettare i 15 minuti obbligatori».

Un intervento che si assocerebbe all’aiuto nella campagna vaccinale di medici di base, odontoiatri, aziende e farmacie. Il tutto per arrivare finalmente a vedere la luce. «Se le case farmaceutiche - ha chiosato Curcio - rispetteranno i tempi, io sono convinto che alla fine di quest’anno torneremo a riprenderci almeno in parte la nostra vita.»