Vaccinazione Covid in Italia, dati e obiettivi: parla il generale Figliuolo

Vaccinazione Covid in Italia, dati e obiettivi: parla il generale Figliuolo

Il generale Francesco Paolo Figliuolo ha parlato in una lunga intervista rilasciata Il Messaggero

La vaccinazione contro il Covid in Italia pare ormai essere una macchina avviata. Lo si evince dai numeri che quotidianamente raccontano un livello di circa mezzo milioni di immunizzazioni quotidiane. E neanche la disponibilità di dosi pare essere destinata ad essere più un problema. Lo si evince da una lunga intervista che il commissario per l’Emergenza coronavirus, il generale Paolo Francesco Figliuolo ha rilasciato a Il Messaggero nell’edizione del 16 maggio 2021.

Vaccinazione Covid, giugno mese significativo

Proprio la previsione sulle forniture rappresenta il motivo per il quale il generale ha parlato di «spallata definitiva». Chiamato a chiarire questa sua dichiarazione, Figliuolo ha parlato con i numeri. «Succederà - ha rivelato - che per la prima volta gli arrivi di vaccini in un mese supereranno i 20 milioni di dosi e si potrà dare ancora più velocità ad una campagna che ha già superato i 26 milioni di somministrazioni, quando a marzo – prima del piano in corso – eravamo ben al di sotto dei 5 milioni».

500.000 inoculazioni pare, ad oggi, essere la cifra quotidiana che la macchina vaccinale riesce a garantire. Un dato che dovrà essere migliorato sulla base di quella che si annuncia essere una maggiore disponibilità.

Vaccini, i dati di Figliuolo

«A giugno, con più vaccini, questa potenzialità - ha spiegato Figliuolo - potrà essere espressa con maggiore regolarità ed anche incrementata, grazie a nuovi punti vaccinali – già oggi ne abbiamo più di 2500 cioè mille in più rispetto a marzo - e anche al contributo più esteso dei medici di medicina generale, delle farmacie e delle aziende che hanno messo a disposizione delle Regioni i loro spazi e strutture. Giugno sarà anche il mese in cui mi aspetto di vedere protetta la stragrande maggioranza delle persone più vulnerabili ed esposte al Covid».

E poi Figliuolo ha dato qualche dato:

  • 88% di di over 80 che hanno ricevuto almeno una dose
  • quasi tutti gli ospiti delle Rsa sono stati raggiunti
  • 96% del personale sanitario ha avuto almeno un’inoculazione

Numeri a cui, naturalmente, si dovrà aggiungere una penetrazione significativa nel resto delle fasce della popolazione, con particolare riferimento a fette di popolazione dove il processo è già avviato (over 60), ma anche ai giovani.

Vaccinazione, Figliuolo: «Obiettivo piano rimane invariato»

Figliuolo pur ricordando la recente indicazione di aprire la vaccinazione a gli over 40, ha posto l’accento sulla necessità di provvedere all’immunizzazione dei più fragili, citando l’esempio della provincia autonoma di Bolzano che si è premurata di andare a raggiungerli «casa per casa». Una soluzione che sta diventando un binario seguito da altre realtà regionali grazie al supporto, citato da Figliuolo, di “team sanitari mobili della Difesa”.

Si parla molto di immunità di gregge, sebbene alcuni scienziati ritengano non sia il termine più giusto. Ciò non toglie che, però, l’uscita dal tunnel del Covid passa comunque dall’avere una grande percentuale di vaccinati. Diventa inevitabile chiedersi quando il traguardo potrà essere raggiunto.

C’era una stima di marzo in cui si ipotizzava che la fine dell’estate potesse essere il momento in cui sarebbe potuto arrivare all’80% di immunizzati. «I tagli di alcune forniture e la sospensione temporanea di AstraZeneca e Johnson&Johnson - ha ricordato Figliuolo - hanno provocato qualche rallentamento, che si conta di recuperare grazie alle maggiori forniture previste nel terzo trimestre. L’obiettivo del piano rimane invariato».