Autore: Debora Cavallo

16
Gen

Usa e Cina firmano l’accordo sui Dazi

Sembra giunta al termine la Trade War iniziata quasi due anni fa tra Cina e Usa.
Una giornata straordinaria che pone fine ad una sofferenza anche dei mercati finanziari.

Una speranza che sembrava oramai lontana, ed invece, dopo due anni circa di lotte è arrivata la firma che ha dato conferma della pace tra Usa e Cina. IL luogo del grande successo è avvenuto alla Casa Bianca, la East Room nello specifico, dove lo stesso Trump ha invitato a partecipare all’evento circa 200 personalità.
Donal Trump e il vice premier cinese Liu He hanno firmato il mini accordo commerciale fra Stati Uniti e Cina.

La firma pone finalmente tregua ad una guerra che non sembrava potesse avere fine. La famosa Trade War iniziata nel Marzo del 2018, probabilmente con un’accusa da parte di Trump verso la Cina per un aggressione economica. I mercati finanziari per lunghi mesi ne hanno subito le conseguenze.

Il 13 Gennaio arriva la prima buona notizia, in cui il Tesoro americano ha cancellato Pechino dalla lista dei paesi accusati di manipolare la valuta contro il dollaro. Le parole si presuppongono promettenti e di grande auspicio, è lo stesso Trump a dire “è un grande passo avanti”, ed ancora il presidente Xi-Jinping “l’accordo è positivo per il mondo intero”.

Usa e Cina: Cosa regola l’accordo

L’accordo commerciale definisce regole precise tra Cina e Stati Uniti, seppure il testo completo non è stato ancora pubblicato. Tra le quali troviamo che Pechino oltre ai 200 miliardi di dollari di prodotti e servizi americani acquisiti, la Cina si impegna oltretutto a non procedere a svalutazioni valutarie ed anzi a consultarsi sul mercato valutario. La lista degli impegni assunti dai cinesi per i prossimi 24 mesi è decisamente impegnativa.

Figurano i 32 miliardi di dollari in soia e carne di maiale, che dovrebbero portare a un totale di 40 miliardi di dollari il valore degli ordinativi all’anno. La quota più grande, però, è quella per «i prodotti della manifattura», 80 miliardi; segue l’acquisto di energia, per 50 miliardi e infine, l’apertura ai servizi finanziari per 35 miliardi.
Inoltre è prescritto che la Cina consentirà il pieno controllo da parte di società finanziarie straniere.

«La Fase 1 è un importante passo in avanti verso scambi commerciali corretti con la Cina», afferma Trump aprendo la cerimonia per la firma del mini-accordo commerciale. Trump definisce ancora la cerimonia «un’occasione straordinaria», ringrazia il presidente Xi Jinping e si impegna in un viaggio in Cina in un futuro non lontano. Lo stesso presidente americano ha tenuto un discorso di oltre un’ora, prima della firma. Trump in un comportamento molto affabile, forse finora poco visto, ha ringraziato e salutato uno ad uno i ministri, i parlamentari, consiglieri e manager.

La fase due

Il presidente ha fatto sapere che nei prossimi mesi sarà a Pechino per avviare «la Fase Due», quella più complessa, perché chiama in causa la struttura del modello cinese, a cominciare dal sostegno pubblico. E finché anche sul «secondo tempo» non ci sarà una firma comune, Washington manterrà in vigore i dazi. Ma, al netto di tutti gli interrogativi e le zone d’ombra, la speranza è che questa giornata segni una svolta nelle relazioni complessive tra Stati Uniti e Cina.