Autore: Davide Luciani

13
Mar

Uccidere per delusione è un’attenuante: altra sentenza shock

Uccidere per delusione è da considerarsi un’attenuante: è quanto stabilito dai giudici di Genova in merito al delitto di Jenny Reyes

Uccidere per delusione è da considerarsi non un futile motivo, bensì un’attenuante. E’ l’ennesima sentenza shock partorita dalla magistratura italiana. A decretarlo è stato il Tribunale di Genova.

La sentenza riguarda l’omicidio dell’ecuadoregna Jenny Angela Coello Reyes nell’aprile 2018 da parte del marito e connazionale Javier Napoleon Pareja Gamboa. Il Pm, in rito abbreviato, aveva chiesto 30 anni di reclusione per l’uomo che aveva massacrato la consorte con diverse coltellate al petto. I giudici, però, non sono stati daccordo con la richiesta e hanno concesso le attenuanti generiche perchè l’uomo è stato mosso «da un misto di rabbia e di disperazione, profonda delusione e risentimento». E’ questo quanto è possibile leggere nelle motivazioni della sentenza uscite oggi. E’ l’ennesima azione «buonista» di una magistratura che sembra sempre più tutelare il carnefice invece della vittima.

Jenny aveva 46 anni quando fu uccisa dal marito. Quest’ultimo agì perchè la donna non lasciò l’amante dopo che gli aveva promesso il contrario. In questa delusione per la mancata promessa mantenuta i giudizi hanno visto «un buon motivo» per uccidere. Inutile dire che le reazioni della famiglia della vittima sono state di disperazione e sdegno.
Con questa motivazione è stato riesumato il delitto d’onore", ha affermato l’avvocato Giuseppe Maria Gallo che assiste i familiari di Jenny Angela Coello Reyes. Non gli si può dare torto viste le ultime recenti sentenze. Già qualche settimana fa fece scalpore la riduzione di pena per Michele Castaldo nell’omicidio di Olga Matei causa «tempesta emotiva».

A questo punto viene lecito chiedersi: quali sono le motivazioni per cui è lecito mandare in galera un uomo a vita se neanche più massacrare una donna è più considerata un’aggravante? E’ evidente che il nostro stato di diritto non è più da considerarsi tale. Urge ritrovare al più presto una via che tuteli le vittime e non gli assassini perchè va bene il reinserimento sociale, ma la vita di una persona deve sempre valere più di ogni altra attenuante.