Trieste: madre fa fare il tampone alla figlia al posto suo per poter uscire, denunciata

Due donne colombiane, una di 35 e l’altra di 21 anni, sono state denunciate per scambio di persona: la madre ha provato a mandare sua figlia ad effettuare il tampone per poter risultare negativa al COVID-19.

Nella settimana in cui potrebbe essere iniziato un grosso scandalo nella sanità siciliana per quanto concerne presunti dati «falsati» relativi al COVID, da Trieste arriva la notizia del comportamento pericoloso di due donne colombiane residenti in Italia.

Trieste, madre manda la figlia a fare il tampone al posto suo: i fatti

È successo che una donna 36enne, risultata positiva alcuni giorni fa, abbia provato a mandare la figlia, di appena 15 anni più giovane, a fare il tampone di controllo al posto suo. Con ogni probabilità la ragazza non ha mai contratto il COVID, motivo per il quale il suo tampone avrebbe avuto esito negativo.

Madre e figlia, poco prima di entrare, si sono scambiate le carte di identità appena fuori dalla struttura dove in questi giorni di zona rossa molti triestini si stanno sottoponendo al test.

Il caso ha voluto che nei pressi dell’ex Ospedale Psichiatrico del Rione San Giovanni, dove vengono effettuati i tamponi, ci fossero dei poliziotti in borghese. Alcuni di loro, notando il furtivo scambio di documenti, hanno osservato il comportamento delle due prima di agire.

Le conseguenze del gesto

La 21enne e la 36enne, entrambe colombiane residenti in Italia, sono entrate nella struttura e si sono qualificate, per l’appunto, come madre e figlia, seppur mostrando al personale il documento d’identità dell’altra.

Ad ingannare i sanitari è stata l’incredibile somiglianza tra le due, unita al fatto che la differenza di età non fosse poi così grande. A quel punto, accertato che stava per essere compiuto un illecito, i poliziotti in borghese sono entrati nella struttura per interrogarle.

Gli agenti della Squadra Mobile hanno poi proceduto a denunciarle entrambe; ovranno rispondere di sostituzione di persona in concorso. Inoltre la 21enne è stata sanzionata per essere uscita di casa senza giustificato motivo (il Friuli Venezia Giulia è in zona rossa).

Per sua madre i guai con la legge si prospettano ancora più seri, dal momento che ha violato il testo unico delle leggi sanitarie in materia di prevenzione del contagio. Una tentata truffa che è costata carissima. Il tutto per non rispettare una quarantena di alcuni giorni.