Autore: B.A

17
Apr

Torna il terrore nucleare? Incendio a Chernobyl, nube radioattiva anche sull’Italia

Lo rivela studio dell’IRSN francese. I livelli misurati sono superiori alla media ma non sarebbero pericolosi

Una notizia che ha fatto molta paura è quella proveniente dall’Ucraina e dalla tristemente famosa Chernobyl. Una serie di incendi che sono divampati negli ultimi giorni nella zona del vecchio disastro nucleare della centrale di Chernobyl. Una notizia che ha riportato alla mente i terribili giorni successivi al 26 aprile 1986, data del disastro nella centrale nucleare Ucraina. E la nube radioattiva che si è sprigionata a seguito degli incendi di questi giorni, è arrivata in tutta Europa, Italia compresa.

Radioattività superiore alla media, ma non pericolosa

La nube radioattiva che si è sprigionata a causa degli incendi ha raggiunto anche l’Italia, oltre a buona parte dell’Europa. Uno studio prodotto da un centro di Ricerca francese, l’ISRN, ha confermato l’arrivo della nube radioattiva anche in Italia. Registrata una radioattività superiore alla media, questo ciò che hanno registrato i ricercatori francesi. SI tratta di valori di poco sopra la media, cioè di poco oltre la radioattività normale che sempre secondo gli studiosi transalpini, non sarebbe pericolosa.

Lo studio dell’ISRN

Gli incendi non hanno fatto altro che rimuovere la radioattività della zona che nel 1986 fu sede del disastro della centrale nucleare di Chernobyl. Questa radioattività sarebbe stata confermata anche dalla stime degli istituti di ricerca Ucraini. Dalla Francia smorzano qualsiasi dubbio circa la situazione sopraggiunta che è sotto controllo. Infatti, «Le simulazioni effettuate mostrano un buon accordo tra le misurazioni fornite dagli ucraini e il risultati di modellazione. Su questa base, le simulazioni ISRN indicano che le masse d’aria provenienti dall’area degli incendi verificatisi il 5 e 6 aprile sono stati in grado di raggiungere la Francia la sera del 7 aprile 2020», questo un comunicato prodotto dall’ISRN.

Sempre i francesi confermano pure che la nube non ha ancora lasciato l’Europa, tanto è vero che il 14 aprile queste nubi coprivano ancora la metà del territorio transalpino. Una situazione che è stata possibile anche grazie alle favorevoli condizioni climatiche trovate dalla nube radioattiva. Le condizioni meteorologiche infatti, hanno favorito il trasporto di masse d’aria dall’Ucraina e Bielorussia (ricordiamo che il disastro nucleare di Chernobyl è scoppiato in una zona sita al confine tra Ucraina e Bielorussia), verso l’Europa occidentale. Naturalmente interessando anche Romania e Bulgaria". Stando ai dati dei francesi, queste masse di aria hanno raggiunto con maggior radioattività l’Italia rispetto alla Francia.

I valori comunque rimangono moderati e senza conseguenze per la salute. Diverso il caso della zona oggetto degli incendi. A Chernobyl infatti si registrano valori potenzialmente dannosi per la salute, perché c’è una contaminazione dell’aria molto più elevata. Questo dipende però, oltre che dal fatto che gli incendi sono divampati proprio lì, anche perché in quella zona ci sono radiazioni di fondo molto molto alte, frutto ancora del disastro di 24 anni fa.