Autore: Francesca Cavaleri

Banche

Tasse su conto corrente: come evitare di pagare le imposte

Il conto corrente postale o bancario prevede delle tasse, oltre ai costi di gestione. Sono tasse che colpiscono tutti. Ma qualcosa può essere evitata, ed ecco come.

Alzi la mano chi non ha un conto corrente bancario o postale? In effetti, l’utilizzo di un conto corrente postale e bancario è diffusissimo. Anche perchè tramite conto corrente è possibile vedersi accreditato lo stipendio, versare le tasse, pagare i bollettini delle utenze. Tante operazioni della quotidianità, risolvibili in poco tempo. Per tutto ciò, l’intestatario paga i costi di gestione. Ma ci sono delle imposte che si aggiungono e che il contribuente potrebbe non pagare. Ecco come fare!

Tasse su conto corrente: quali sono?

Oltre ai costi di gestione, legati al rapporto contrattuale sottoscritto con il proprio istituto di credito, ci sono altre spese da sostenere. Una tassa, è la ritenuta fiscale del 26% sugli interessi creditori maturati sul capitale depositato.

L’altra invece, è rappresentata dall’imposto di bollo. Deve essere versata allo Stato, per il semplice fatto di essere intestatari di un conto corrente. L’imposta di bollo cambia in base a tipo di conto corrente. Il correntista può però scegliere di pagarla annualmente, oppure trimestrale o mensile. Il valore è pari a 34.20 euro, nel caso di persone fisiche, mente 100 euro per le attività, o persone giuridiche in generale.

Tasse su conto corrente: non sono dovute sotto i cinque mila euro

Ci sono dei casi in cui l’imposta di bollo non deve essere pagata. Uno di questi, fa riferimento alla giacenza media sul conto corrente. Infatti, se sul conto si ha una somma inferiore a cinque mila euro, l’imposta non è dovuta. A questo punto viene da se un semplice consiglio. Si potrebbe scegliere di dividere il capitale in diversi conti correnti differenti. Ovviamente, questo è conveniente qualora non ci siano costi di gestione da sostenere. E questo succede in molti conti, soprattutto in quelli online.

Tasse su conto corrente ed ISEE?

Esiste un legame tra imposta di bollo e valore dell’Isee. L’indicatore della situazione economica equivalente, permette di considerare le condizioni reddituali di una famiglia. Spesso, con un valore di ISEE basso, ci sono una serie di agevolazioni per venire incontro ai più bisognosi.

Infatti, per ISEE con un valore inferiore a 7.500 euro, l’imposta di bollo non deve essere versata. In questo specifico caso, occorre presentare alla banca, entro il 31 maggio di ogni anno, l’autocertificazione che permette di evitare di pagare questa spesa. Quindi, è a carico del correntista dare comunicazione all’istituto di credito.

Il conto corrente base: a favore dei più bisognosi

Secondo l’Associazione bancaria italiana (ABI), l’imposta non è dovuta a coloro che sottoscrivono un conto corrente di base. Si identifica così uno strumento rivolto ai clienti con esigenze finanziarie e operatività limitate ed a favore delle persone più fragili. Su questo conto, è possibile effettuare un numero di operazioni definito, a fronte di un canone spesso gratuito o molto basso come importo.

L’imposta non si paga neanche su conto corrente presso un istituto di pagamento o ente bancario che emette moneta elettronica. Pertanto, se da una parte ci sono le imposte da pagare, dall’altra ci sono dei modi da valutare, per evitare che si paghi più del dovuto.

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