Sull’autocertificazione scrivono “lavoriamo per Skai”, denunciati per falso

Sull'autocertificazione scrivono “lavoriamo per Skai”, denunciati per falso

Quattro persone sono state trovate in aeroporto a Reggio Calabria intente a partire per Milano. Sull’autocertificazione, però, hanno scritto di essere dipendenti «Skai».

Nel DPCM varato pochi giorni fa è stato confermato il divieto di spostamento tra regioni, anche tra quelle (poche) ancora ‘gialle’.

I quattro dipendenti di Skai

Come da diversi mesi a questa parte, gli aeroporti del nostro paese sono sempre meno trafficati e un numero altissimo di aerei è a terra. Eppure qualche migliaio di italiani ogni giorno si sposta lungo la penisola per lavoro, salute o altre necessità impellenti. O almeno ci prova.

Nella giornata di ieri quattro persone si erano recate nell’aeroporto di Reggio Calabria per salire su un aereo che le avrebbe portate a Milano. Come detto, al momento non ci si può spostare liberamente tra regioni, per cui i controlli sui pochi viaggiatori sono più severi che mai. I quattro soggetti in questione, come le persone che si spostano in questi giorni, hanno dunque dovuto stampare e compilare un’autocertificazione.

Sul foglio, però, hanno commesso un errore grossolano. Il gruppetto, infatti, ha scritto che si recava a Milano per motivi di lavoro in quanto tutti dipendenti di “Skai”, scritto proprio così.

Gli accertamenti e la denuncia

Il personale dell’Ufficio prevenzione generale e Soccorso pubblico della Questura di Reggio Calabria, notando quello strafalcione, ha avviato alcuni rapidi accertamenti.

Dopo un controllo con l’azienda, come prevedibile, è emerso che nessuno dei quattro lavorava realmente per Sky. I protagonisti della grottesca vicenda hanno dichiarato il falso e pertanto sono stati denunciati per falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico.

Nelle stesse ore, sempre a Reggio Calabria, cinque persone sono state trovate a cenare in un ristorante del centro e per questo motivo sono state sanzionate. Identica sorte è toccata al proprietario, che ha fatto entrare gli avventori pur essendo vietato dal DPCM attualmente in vigore.

La Calabria è una delle 12 regioni italiani attualmente in zona ‘arancione’. Sono dunque vietati gli spostamenti tra comuni e ristoranti e bar possono lavorare esclusivamente con l’asporto e le consegne a domicilio.