Autore: B.A

6
Mag 2020

Sui migranti si spacca il governo? La Bellanova minaccia le dimissioni

Aut aut del Ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova: “Regolarizzare migranti e colf o mi dimetto”.

Rischia di aprire una crisi in maggioranza la questione della regolarizzazione dei migranti. Infatti da giorni monta la polemica su questo argomento, con le opposizioni, in particolar modo la Lega, che minaccia battaglia sul problema regolarizzazione automatica dei migranti. Ma non c’è solo l’opposizione a pensarla diversamente da molti esponenti del governo che sono a favore di queste regolarizzazioni. In seno alla maggioranza c’è qualche disguido che potrebbe addirittura minare la stabilità dell’esecutivo. Il Ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova addirittura minaccia le dimissioni se non si provvederà a regolarizzare i migranti.

Le parole della Bellanova aprono scenari di crisi?

Teresa Bellanova, a proposito della regolarizzazione di migranti e colf che lavorano in nero per poter dare loro il reddito di emergenza ha usato dichiarazioni che sanno di ultimatum al resto della maggioranza. «Non è una battaglia strumentale per il consenso. Queste persone non votano. Se non passa, sarà un motivo di riflessione sulla mia permanenza al governo. Non sono qui per fare tappezzeria», questo l’autentico aut aut della Bellanova, Ministro in forza al Partito politico di Matteo Renzi, Italia Viva. E la Bellanova anticipa che ci sarà un summit con il Presidente del Consiglio e con il Ministro dell’Economia.

Secondo la Bellanova, l’incontro con Conte e Gualtieri sarà molto importante per verificare se abbia senso restare nel governo. Parole secche e decise quelle della Bellanova , come le riporta il sito “Tgcom24.mediaset.it”: «Certo che questo tema è ragione di permanenza nel governo, significa decidere da che parte stare: se con la legalità e la tutela del lavoro, in agricoltura e dovunque, o con i caporali, la criminalità, la concorrenza sleale che danneggia le migliaia di aziende che scelgono la competitività sana e difendono ogni giorno il valore della responsabilità sociale dell’impresa».

Il Movimento 5 Stelle dice di no

Le posizioni dentro la maggioranza sono nette e conosciute. Per esempio, il Movimento 5 Stelle ha detto, per voce del suo Capo Politico, Crimi, che bisogna stare attenti. «No a permessi temporanei” è il primo punto di partenza secondo il Movimento 5 Stelle. “Vogliamo lavorare sull’emersione del lavoro nero e una parte dei testi va in questa direzione ma se, come ho potuto leggere, c’è anche una parte in cui si intende fare una sanatoria modello Maroni noi non ci stiamo», parole altrettanto nette quelle di Vito Crimi, il reggente dei grillini, che ha sostituito Di Maio come Capo Politico.

Sulle regolarizzioni di colf, badanti e braccianti il governo quindi appare diviso, perché secondo Crimi: “Le ipotesi in campo che prevedono la concessione di permessi di soggiorno temporanei a immigrati che erano qui e che oggi sono irregolari, non aiutano l’emersione del nero: se concediamo uno status di regolarizzazione a chi è in Italia illegalmente oggi consentiamo a queste persone di continuare a svolgere lavoro nero e di essere oggetto di sfruttamento".

L’altro grande azionista del governo, il Pd, sembra più sulla linea della Bellanova che non di Crimi e dei pentastellati. Orfini per esempio, sottolinea che occorre svuotare le baraccopoli, regolarizzando i migranti che lavorano nei campi. Migranti che secondo Orfini, oltre a lavorare nei campi, vivono in condizioni disumane. Ecco perché per Orfini serve procedere alla regolarizzazione di questi migranti. In pratica, oltre a salvaguardare l’incolumità di questi migranti, e per sottrarli alla criminalità che li sfrutta, la regolarizzazione dei migranti potrebbe rispondere a una esigenza del nostro paese che ha bisogno di lavoratori agricoli, soprattutto oggi che c’è scarsezza di manodopera per via del coronavirus.