Mingo condannato per truffa: “falsi i suoi servizi, ha truffato striscia”

Mingo condannato per truffa: “falsi i suoi servizi, ha truffato striscia”

L’ex inviato del tg satirico di Antonio Ricci è stato condannato ad un anno e due mesi di reclusione per i suoi falsi servizi

Domenico De Pasquale, meglio conosciuto come Mingo, è stato condannato dal Tribunale di Bari, alla pena di un anno e due mesi di reclusione per i reati di truffa, falso e diffamazione.

Insieme all’ex inviato di Striscia la notizia, condannata anche sua moglie, Corinna Martino, amministratore unico della Mec Produzioni Srl.

Secondo i giudici, l’ex inviato del tg satirico di Canale 5, avrebbe truffato proprio Striscia la notizia e Mediaset, architettando falsi servizi su fatti inventati e facendosi rimborsare le spese sostenute, tra le quali anche quelle per reclutare gli attori, impegnati nelle messe in scena.

I fatti contestati si riferiscono a quattro servizi andati in onda tra il 2012 e il 2013, mentre per altri tre episodi è stata dichiarata la prescrizione.

I giudici hanno anche condannato gli imputati al risarcimento del danno nei confronti di Mediaset, Antonio Ricci e altri nove autori del programma.

Per Mingo anche una condanna per diffamazione, poiché nel 2015 aveva accusato gli autori di Striscia la notizia, quali ideatori dei falsi servizi.

Licenziato in diretta dal Gabibbo

Era il 23 aprile del 2015 quando, durante una puntata di Striscia la notizia, fu il Gabibbo a prendere la parola e ad annunciare al pubblico la sospensione degli inviati pugliesi Fabio & Mingo, che lavoravano con il tg satirico dal 1997.

Il noto pupazzo rosso comunicò che era pervenuta una segnalazione, che poteva mettere in discussione il rapporto di fiducia con gli inviati Fabio & Mingo e pertanto ne era stata disposta la sospensione immediata dal programma.

Dopo qualche giorno, fu di nuovo il Gabibbo a spiegare ai telespettatori le motivazioni di questa decisione, parlando di due servizi andati in onda e rivelatisi falsi.

Si trattava di un caso riguardante una maga sudamericana e uno su un falso avvocato. Lo stesso pupazzo rosso annunciò l’avvio di azioni legali per tutelare l’immagine del programma.

La magistratura appurò subito che Fabio era estraneo ai fatti, mentre per Mingo e sua moglie Corinna si aprirono le porte del processo arrivato, dopo cinque anni, ad una prima sentenza di condanna.