Autore: B.A

Tasse

12
Gen

Stop cartelle esattoriali su Imu e bollo auto, più poteri per Comune e Regione

Avvisi immediata esecutivi quelli che invieranno gli enti locali ai morosi.

Multe stradali, bollo auto, Imu e tassa sui rifiuti, stop alle cartelle esattoriali. È ciò che produce la legge di Bilancio 2020, o meglio, il decreto Fiscale, il classico atto collegati alla manovra,che reca disposizioni urgenti in materia finanziaria ed economica. La novità non vuole dire che su queste imposte e tasse, non verranno più inviate cartelle esattoriali per chi non provvede a pagarle.

Cambiano le modalità di riscossione delle cartelle, con gli enti locali, che sono quelli a cui queste imposte sono dovute, che si vedono incrementare i loro poteri di riscossione coattiva. In pratica, i poteri che ha in linea generale, il concessionario della riscossione, vengono assunti anche dagli enti locali che possono fare tutto da soli quando chiameranno i contribuenti a pagare tasse e imposte non saldate. Ecco nel dettaglio cosa cambia e cosa succede con la nuova regola in vigore dal primo gennaio 2020.

Comuni e Regioni «Pieni Poteri»

Come riporta il noto sito di informazione legale «laleggepertutti.it», alla stregua delle multe per le infrazioni al codice della strada, anche per bollo auto, Imu e Tari, non sarà più Agenzia delle Entrate riscossione a chiedere ai contribuenti morosi, il pagamento tramite cartelle esattoriali. Saranno Regioni (a cui è dovuto il bollo auto) e Comuni a provvedere, notificando ai morosi, accertamenti che hanno una caratteristica molto importante, quella della immediata esecutività, proprio alla stregua delle cartelle esattoriali del concessionario della riscossione.

Come funziona la riscossione adesso?

In buona sostanza, dal 1° gennaio 2020, gli accertamenti emessi dagli enti locali saranno immediatamente esecutivi, senza che per diventare tali, debbano essere seguiti dall’invio di una cartella esattoriale da parte del concessionario alla riscossione. Dal punto di vista strutturale, non si tratta di una novità assoluta, perché è ciò che accade da anni per Iva e Irpef, quando l’accertamento di Agenzia delle Entrate, è subito esecutivo, senza la necessità che sia l’ex Equitalia (Agenzia delle Entrate riscossione) a inviare la cartelle esattoriali.

La novità è che questo potere di immediata esecutività, adesso viene concesso a Sindaci, Presidenti di Provincia e Governatori di Regione.
In definitiva, l’avviso di accertamento del Comune, piuttosto che della Provincia o della Regione avrà al suo interno, l’intimazione al pagamento delle somme pretese entro il termine di presentazione del ricorso. Nulla cambia per il contribuente dal punto di vista della tempistica. Il pagamento forzoso richiesto, deve essere saldato entro i canonici 60 giorni dalla notifica.

In caso di mancato pagamento, le successive azioni di riscossione coattiva, possono partire in maniera più veloce del passato, proprio perché non è più necessaria la preventiva notifica della cartella di pagamento. Le conseguenze con cui i contribuenti morosi avevano a che fare quando si parlava di cartelle esattoriali, restano identiche anche per questa nuova forma di riscossione in mano a Comuni ed altri enti locali. Il contribuente che non pagherà (e non avvierà azioni come il ricorso), subirà il medesimo trattamento di chi non paga le cartelle esattoriali, cioè ipoteche, pignoramento e fermo amministrativo della auto.